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lunedì 18 marzo 2013






Andiamo bene. Andiamo molto bene. Il tempo finale, per questa gara di 10 km, è stato un sorprendente 36' e 09. L'obiettivo iniziale era scendere sotto ai 37 minuti. Per poco non mi riusciva invece di scendere sotto ai 36. Soddisfattissimo, ovviamente.
La gara, tra l'altro, è pure piuttosto impegnativa. Non mancano passaggi in salita e un km buono corso sulla ghiaia del parco Querini che, di certo, non aiuta.
Mi ha invece aiutato il fatto di avere due punti di riferimento in gara. Il primo era Alessandro, compagno di avventura alla Treviso Marathon, che ho raggiunto al km 6 circa e col quale ho corso il resto della prova. Il secondo il mio compagno di squadra Meccatronic. Partito un po' più forte di me l'ho sempre tenuto a tiro per poi raggiungerlo ad un km dal traguardo. Li avrei pure provato a staccarlo ma la fitta al fegato, che si presenta in condizioni di ritmi (per me) elevati, mi ha costretto a desistere.
Non ho però rinunciato alla volata finale vincendo il duello col compagno di squadra e risultando il primo classificato per la mia società (anche grazie al fatto che un paio di nomi importanti mancavano all'appello).
Ora ho un nuovo muro a pochi secondi. Con un po' di preparazione specifica e una gara scorrevole sono convinto che i 36' possono crollare.
Nuovi stimoli che fanno sempre bene.

venerdì 15 marzo 2013



Ingredienti per una persona: percorso di 12 km, abbigliamento da running, acqua q.b., ritmo medio nelle gambe, forte vento contrario.

Preparazione: Abbigliatevi in modo consono ad una giornata finto primaverile. Tenete in considerazione il forte vento quindi un gilet che vi protegga dall'aria potrebbe essere indicato.
Prendete l'acqua e bevetela. Sempre bene uscire un minimo idratati.
Uscite quindi a correre impostando un ritmo medio (andate un po' più lenti rispetto al vostro ritmo maratona ed il gioco è fatto).
Affrontate con spavalda ignoranza il vento che vi soffia in faccia. Se l'operazione dovesse risultare difficoltosa abbassate il cranio per aumentare il livello di aerodinamica o rallentate il ritmo.

Il tocco dello chef:  Se la ricetta così com'è non vi dovesse soddisfare e vorreste chiedere di più, provatela su percorso collinare. Vento contrario e salita sono un connubio di particolare pregio.
Per i palati più raffinati c'è anche la possibilità di svolgere l'allenamento con un cane al guinzaglio. Il risultato sarà sbalorditivo.

Qui sotto il mio piatto finito.

mercoledì 13 marzo 2013



Ieri sera, con i compagni fulminei, abbiamo svolto un bell'allenamento lungo il percorso che siamo soliti affrontare quando ci troviamo la sera.
L'allenamento, piuttosto classico a dire il vero, consisteva in una corsa a ritmi alternati: 1 minuto forte, 1 minuto piano, 2 minuti forte, 2 minuti piano, 3 minuti forte e 3 minuti piano.
Il bello di questo allenamento è che lo si può svolgere in squadra alternando il conducente del gruppo.
Il brutto è che se ti ci trovi gente molto forte ti vien voglia di seguirli col rischio di esplodere.
Io ieri sono esploso.
La prima serie, tutto bene. A partire dalla seconda i duri hanno cominciato a giocare e pure io ho provato a fare il duro. Ho tenuto la serie da 1 minuto, ho esagerato nella serie da 2 minuti e sono esploso nella serie da 3 minuti.
Ecco, più che un, due, tre, stella ho fatto un, due, tre supernova!

domenica 10 marzo 2013

Foto by http://dcroninphoto.tumblr.com


Ad una settimana dalla maratona di Treviso, con le gambe ancora piuttosto accartocciate, ho preso parte questa mattina ad un cross a Montecchio Precalcino (VI).
Percorso bellissimo, all'interno del parco di una villa si girava su di un anello lungo mille metri per 5 volte. In mille metri si affrontavano una miriade di fondi diversi: erba, ghiaia, terra battuta, terra battuta coperta di foglie, terra battuta coperta di orsetti gommosi e, ovviamente, fango. Nei mille metri del giro, tra l'altro, ci saranno stati si e no 200 metri di percorso pianeggiante. Tutto il resto era un susseguirsi di salite e discese con pendenze nemmeno troppo dolci.
In definitiva, bellissimo. O meglio, bellissimo ora che ho finito, mentre correvo era più o meno un incubo.
I 42 km di Domenica scorsa, ovviamente, si sentivano. Ma ho comunque venduto cara la pelle partendo cauto e rimontando qualche posizione negli ultimi 3 giri.

La corsa campestre, comunque, è un mondo a parte. Si è divisi per categoria di età e a me toccano i più giovani. Tanto per farsi un'idea, in partenza c'era gente che le notti magiche e i gol di Totò Schillaci non li ha potuti vedere perchè ancora non era nata.
Ovvio quindi partire con una certa apprensione, il rischio di arrivare ultimi e di essere doppiati non è così remoto.
Alla fine le cose sono andate bene. Ho chiuso i 5000 metri in 20' e 22 più o meno a 3 minuti dai primi. Il che, come risultato, mi va più che bene anche perchè sul finale dell'ultimo giro ero visibilmente spompato.

Comunque la si veda, una bella prova. Mi sono divertito, ho fatto girare le gambe ed ho portato a casa la solita dose di sudore e fango.
Sarà che mi accontento con poco ma dopo un cross come questo mi sento proprio bene. Chissà, magari è una delle migliori cure per ritornare a sgambettare felici e spensierati dopo l'impegno della maratona.

giovedì 7 marzo 2013


Il faut le faire è un'espressione francese che, poco poco, significa: "si, son buoni tutti, intanto però lo devi fare!".
E' una frase che mi "impararono" i maestri Clerici e Tommasi i quali, commentando una volèe vincente di Kafelnikov, usarono questa espressione: "Bravo, non era difficile ma, come dicono i francesi, "Il faut le faire!"".

(in realtà non ricordo se fosse veramente Kafelnikov ma mi piace pensare di si visto che era un po' il mio giocatore preferito)

Tutto questo preambolo per commentare le mie recenti avventure podistiche.
Mi sento esattamente così, non ho fatto niente di particolarmente rilevante ma, porca mignotta, ci sono arrivato!
Sono tendenzialmente severo con me stesso, almeno credo, per cui, ogni tanto, un po' di soddisfazione bisogna pur prendersela.
Ho così anche l'occasione di pescare tra le belle foto scattate da Enrico Vivian ed aggiornare il fotoalbum della maratona di Treviso con l'immagine della volata tra me ed Edoardo.
E già che ci sono, sottolineo, pure la volata all'arrivo di una maratona...il faut le faire!


martedì 5 marzo 2013

(Prima parte)

Eravamo rimasti al passaggio sul Piave a Ponte della Priula, km 23. Riprendo da li.
Una volta immessi sul percorso principale, io ed Alessandro non ci siamo più trovati a correre da soli. Incrociandoci con i maratoneti degli altri percorsi ci siamo ritrovati accodati ai classici gruppetti che sono soliti formarsi nelle maratone. E' stato sicuramente un vantaggio perchè, nonostante la bella giornata, abbiamo dovuto fronteggiare un leggero ma fastidioso vento contrario. Lo schermo di altri runners risultava pertanto molto utile.
In questa edizione, più che nella scorsa, mi sono reso conto di quanto sia brutto il percorso da Ponte della Priula in poi.
Intendiamoci, organizzare una maratona con un percorso di 42 km sempre gradevole e scorrevole non è sicuramente facile ma la scelta di correre 19 degli ultimi 20 km su di uno stradone dritto ed anonimo non è sicuramente vincente. Se nella prima parte si attraversavano numerosi paesini separati da aree di campagna, nella secondà metà di gara si attraversavano prevalentemente larghi incroci separati da enormi zone industriali. Vi lascio immaginare la tristezza e la sofferenza del runner in crisi che cerca invano il conforto di un pubblico assente.
Anche per questo motivo, oltre che per i km accumulati, la seconda parte è stata particolarmente dura. Come sempre in maratona del resto.
Dopo una partenza un po' lenta, assieme ad Alessandro, siamo riusciti a recuperare il gap sul ritmo di corsa prefissato ed il passaggio al km 30 era perfettamente in linea con quanto preventivato.
Ciò mi ha consentito, nei km dal 30 al 35, di rifiatare un po' e di lasciarmi un po' di margine per i km conclusivi. Ho quindi rallentato leggermente, rimanendo ben coperto nel gruppetto col quale correvamo, e ben lontano da un tizio sulla quarantina che appariva particolarmente nervoso: in un paio di casi aveva perso qualche metro dal runner avanti a lui, quando ho provato a coprire il buco sopravvanzandolo non mi ha lasciato passare venendomi pure addosso urtandomi con la spalla. Vabbè, evidentemente sfogava così la sua difficoltà.
Chiacchierando un po' con Alessandro, mi ha fatto sapere che per lui andava bene quel ritmo, se io avessi avuto energie residue potevo andare.
Così ho fatto.
Una volta passato il km 36 ho incrementato leggermente il ritmo cercando di non andare fuori giri e sperando di non essere partito troppo presto.
Un altro runner deve aver capito le mie intenzioni e mi si è francobollato dietro. Talmente appiccicato che in più di un'occasione ci siamo toccati con le scarpe.
Ho proseguito così, tirando il nuovo "rivale" fino alle porte di Treviso quando sono finalmente riuscito a scrollarmelo di dosso.
Devo dire che i 6 km conclusivi sono stati particolarmente difficili. Nonostante chiedessi alle gambe un cambio di ritmo questo non avveniva e la velocità aumentava solo di poco. In certi istanti ho avuto anche dei dolori al ginocchio destro che, per un interminabile istante, si è anche bloccato. Ho sperato non fosse niente di che ed in effetti così è stato ma per un breve istante ho avuto paura di dovermi fermare.
Poco prima di entrare all'interno delle mura della città sono riuscito anche ad agganciare il mio compagno di squadra Edoardo. Abbiamo così percorso assieme l'ultimo km all'interno di Treviso mentre io gli "raccontavo" i luoghi che stavamo attraversando a mo di guida turistica. Un modo per far passare il più in fretta possibile quell'ultimo km, ovviamente.
Terminati anche quegli ultimi mille metri ci siamo poi immessi nel rettilineo finale dove, avendo qualche energia residua, ho dato un'ultima accelerata tagliando il traguardo giusto un secondo prima di Edoardo (che tanto è molto più forte di me) per poi abbracciarlo sulla linea d'arrivo.
2h 55' e 56 il tempo ufficiale (2h 55' e 50" il Real Time).
Il tempo di rilassarmi e di posare per i fotografi, Silvia ed Enrico, entrambi ben appostati e prontissimi ad immortalarci al passaggio sotto l'arrivo e poi è stato un susseguirsi di arrivi da parte degli amici e compagni di squadra.
Come sempre è stata una gran festa all'interno de La Fulminea e i personali sono fioccati copiosi. Alla fine, controllando i tempi, ci siamo accorti che siamo proprio una bella squadra. Ci stiamo tutti migliorando e non è per niente finita qui.
Io archivio qui la mia nona maratona. Alla decima manca relativamente poco ma ancora non ci penso.
Ora urge recuperare anche perchè il lunedi post maratona è stato inaspettatamente traumatico. Tanto bene e relativamente stanco mi sentivo Domenica dopo la gara, quanto spossato e debole mi sono sentito durante tutta la giornata di Lunedi. Tanto da arrivare a pensare di avere la febbre (ancora non sono convinto che non ce l'avevo visti i brividi che mi scuotevano, secondo me è il termometro che non funziona!).
Un giorno di riposo sembra aver fatto il suo ed ora va decisamente meglio.
Ben fatto dunque, a Treviso, la nona è stata decisamente un successo.

lunedì 4 marzo 2013

L'arrivo con Edoardo Gasparotto
Nona maratona quella corsa a Treviso Domenica. Era la gara di casa, quella che per lungo tempo non sono riuscito a correre causa infortuni più o meno dell'ultim'ora e che, negli ultimi due anni, mi ha regalato delle grandi soddisfazioni.
Quest'anno, come già nel 2008, la maratona prevedeva tre partenze distinte. La scelta è stata fatta per festeggiare la decima edizione della gara. Gli iscritti potevano pertanto partire da Vidor, da Vittorio Veneto (la partenza classica) o da Ponte di Piave.
Sfruttando la possibilità ho scelto di partire da Vidor che, dei tre percorsi, mi sembrava quello più gradevole dal punto di vista panoramico. La scelta mi ha dato ragione. Sin dalla partenza ci siamo potuti godere un panorama degno di nota attraversando una serie di paesini dove la gente del luogo ci acclamava festante.
Il mio obiettivo, per questa gara, era quello di migliorare il 2h 58' e 58" di Lisbona. Avevo pertanto pianificato di tenere un passo prossimo ai 4'10/km. Già in partenza ho trovato nell'amico Alessandro la degna spalla al mio tentativo. Entrambi avevamo la stessa velleità pertanto abbiamo deciso di partire e di correre assieme.
Alle 9.45 lo starter esplodeva puntuale il suo colpo di pistola e lo sparuto gruppo di partenti da Vidor (circa 500) si riversava lungo il percorso. Io ed Alessandro ci siamo accodati al gruppo dei Pacer delle 3 ore. Speravo facessero un passaggio forte per poi rallenare nella seconda parte, come fanno spesso. In questo modo li avrei seguiti fino a metà maratona per poi tentare di sopravanzarli.
In questo caso, però, abbiamo trovato un pacer che procedeva preciso come un orologio a 4'15/km, il passo ideale per finire sotto alle 3 ore. Assieme ad Alessandro siamo pertanto rimasti al coperto del gruppo fino al km 7 dopodichè abbiamo deciso di rompere gli indugi e proseguire da soli. A quel punto avevamo già accumulato un ritardo di una quarantina di secondi sul passo di 4'10/km che c'eravamo prefissati.
Abbiamo perciò incrementato il ritmo, senza strafare, rosicchiando ad ogni km qualche secondo sul ritardo e recuperando vari "esploratori" usciti incautamente dal gruppo delle 3 ore.
Avanzare appaiato ad Alessandro è stato molto bello. Ho provato una sensazione nuova perchè, essendo in pochi a partire da Vidor, ci siamo trovati per lunghi tratti a transitare da soli all'interno dei paesi. La sensazione era quella di essere dei top runner, la strada completamente libera, noi due appaiati che proseguivamo di buona lena e tutto il pubblico per noi. Davanti e dietro il vuoto.
Il percorso con partenza da Vidor era probabilmente il più bello ma presentava anche un paio di salite assenti negli altri due percorsi. Al km 14 e soprattutto al km 15 ci siamo  imbattuti in due tratti a salire. Niente di esageratamente impegnativo ma si sono comunque fatti sentire visto che il resto del percorso si presentava sempre in costante discesa.
La giornata era piuttosto calda. Il sole finalmente ha vinto la sua battaglia con l'inverno e, nella giornata di Domenica, non si è di certo nascosto. E' stato molto importante idratarsi e bagnarsi ad ogni ristoro. La sensazione di acqua fresca sulla pelle risultava essere particolarmente gradevole in una giornata come quella.
Giunti al km 23, dopo un ultimo tratto in solitaria, io ed Alessandro ci siamo immessi nel percorso originale. All'altezza di Ponte della Priula infatti, i tre percorsi si riunivano proseguendo tutti assieme verso Treviso.
A Ponte della Priula avevo appuntamento con sorella, nipote e cognato e con l'amico Dario che, mantenendo la tradizione dello scorso anno, mi ha girato questo video.
Come da tradizione, l'italiano è un optional.

video

(Continua...)

domenica 3 marzo 2013

SplitTimemin/KmDeltamin/KmRealTime
Km 10 VIDOR0:42:184,130:42:184,130:42:13
Km 21,097 VIDOR1:28:024,100:45:444,071:27:56
km 302:04:074,080:36:054,032:04:01
Arrivo2:55:564,100:51:494,142:55:50

Poi quando ho recuperato le forze vi racconto per bene com'è andata.
Ciao.
 
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