• Twitter
  • Facebook
  • Google+
  • RSS Feed

venerdì 3 agosto 2012

Trans D'Havet - Seconda parte

9 commenti:
 
(vai al prologo..)
(vai alla prima parte...)

Come vu siete lenti ! Fossi in voi mi vergognerei d'andar così piano. C'avete davanti pure il minorenne !
In questo modo ci accoglie un simpatico volontario di origine toscana al ristoro di Passo Xomo. Ha il compito di scannerizzare i nostri pettorali per aggiornare il passaggio sul live tracking. Svolge il suo compito con grande allegria e pigliandoci tutti amichevolmente per il culo.
Sorrido e chiedo notizie dei primi, piu' per curiosita che altro, scopro che son passati da un'ora buona. La peppa come filano!
Al ristoro come sempre non mi risparmio. Mangio bevo e quindi riparto, mi aspetta il sentiero delle 52 Gallerie che sale fino al Rifugio Papa sul monte Pasubio, quota 1900 metri di altitudine. Il sentiero porta questo nome perchè, per giungere in vetta, è necessario attraversare 52 gallerie scavate nella roccia.
Appena comincia commetto subito un errore, mi metto a contare. Le gallerie recano inciso all'imbocco un numero progressivo. Ogni volta che ne attraversiamo una controllo il numero che la contrassegna e verifico quante ne mancano alla fine. Il risultato è che non passano mai. Dopo una ventina di gallerie già non ne posso più, non sono nemmeno a metà e mi sento stanchissimo. Provo a mangiare un gel (sarebbe il terzo, ne assumo circa uno ogni ora) ma appena ci penso mi viene un moto di nausea. Assumere ancora quella sostanza dolciastra mi fa venire il voltastomaco. Niente da fare, vado avanti bevendo acqua e sali dalla borraccia.
Stringo i denti e proseguo, vengo superato da vari atleti ma non me ne curo. Nel frattempo il sole è sorto illuminando la strada e asciugando un po' l'aria. All'uscita da una galleria, io e i miei compagni di viaggio del momento ci fermiamo ad osservare un camoscio appollaiato sulle rocce. Incurante della nostra presenza saltella agile sullo strapiombo. Uno spettacolo.
Successivamente all'incontro con il camoscio proseguo lungo la via. Ora sono in compagnia di Darta, un tizio che incontro molto spesso alle maratone (faceva parte dei Veneziani sboccati alla maratona di Venezia dello scorso anno e, sempre a Venezia, mi fece da Pacer per un tratto qualche edizione prima). Si prosegue assieme muti e concentrati su questa strada che non molla mai. La pendenza è costante e non permette mai di rifiatare. Una sofferenza.
A forza di soffrire, entrando e uscendo da tutte e 52 le gallerie, finalmente si arriva alla sommità. Non so quanto c'ho messo ma è un'eternità. Sono grato di aver finito questo sentiero ora mi aspetta un po' di discesa nella quale rifiaterò. Di correre, al momento, proprio non ho voglia.
Recupero nuovamente il cellulare per mandare messaggi, in particolare a Peo che, forse, mi sarebbe venuto a prendere a metà strada per accompagnarmi lungo il percorso. Scrivo l'SMS e sento qualcuno che mi chiama da dietro "Hey, è di qua!" mi volto e vedo che ho tirato dritto ad un bivio. Fortuna che dietro di me qualcuno mi ha visto e mi ha evitato l'errore. Ripongo il cellulare nello zaino e riprendo la retta via.
La discesa picchia diritta verso Pian delle Fugazze che segna anche la metà del percorso ed il punto di partenza del Trail Marathon. Altro ristoro ed incontro con i primi ritirati che aspettano il trasporto verso Valdagno. Mangio frutta secca e crostata e bevo acqua e coca cola. Preparo una borraccia con sali e me la faccio riempire. Quindi, ancora masticando, riparto al passo. Ormai è giorno fatto, sono le 7 e 20. Gli ultimi due "lap" del Garmin riportano 115 e 120 minuti. Sono in discesa libera per quel che riguarda i tempi e sono molto stanco ma mi convinco che il peggio è passato.
Ristoro a Passo Campogrosso
Il percorso riprende su terreno erboso quasi pianeggiante, ma solo per pochi metri, il sentiero gira a sinistra e  ci si infila nel sottobosco. Ricomincia la salita. Si sale a Selletta nordovest, 400 metri di dislivello in pochissimi km. Avanzo lentissimo ma noto che nessuno mi riprende. Anzi, a metà salita riaggancio chi mi stava davanti. Si cammina, ovviamente, ma a varie velocità. Risalgo il pendio a testa bassa, meglio non guardare, meglio non sapere. Ad un certo punto le fronde si diradano, la luce si fa più intensa, sono in cima. Si sbuca fuori dal bosco ed un tratto ondulato ci attende portandoci a Campogrosso. Di Peo non c'è traccia, mannaggia a lui, contavo sul suo supporto ora mi devo sorbire la salita al rifufio Fraccaroli, la più dura di tutte, da solo. Faccio appena in tempo a formulare questo pensiero che, su una curva scorgo una figura ai lati del sentiero. Le sue sembianze mi sembrano note, mi avvicino ancora un po' e ne ho la conferma. E' Peo!
Ho un moto di felicità, sorrido mentre il mio compagno di squadra mi scatta una foto e gli dico: "Son contento come se vedesse na bea figa!! (serve tradurre ?). Subito dopo mi accoglie il ristoro di Passo Campogrosso. Peo mi dice che mi accompagnerà lungo la salita. Io gli dico che dovrà pazientare perchè ho intenzione di andare con molta calma. Nessuna protesta da parte sua. Al ristoro ricarico come sempre le scorte e cambio nuovamente maglietta rimettendo quella della partenza che, nel frattempo, si è asciugata. Dopo i canonici 5 minuti di stop riparto scortato da Peo. Qualche metro più in la troviamo il secondo check point dove il mio pettorale viene scannerizzato segnando ufficialmente il mio passaggio.
Passo Campogrosso km 45,7 transito in 8 ore e 42 minuti in 46^ posizione.

(continua...)

9 commenti:

  1. Ciao Giacomo!!! Sempre Paolo...
    Bellissimo il rifugio Papa, l'ho fatto anch'io in mtb ma credo da un altro sentiero (non ricordo tutte quelle gallerie). Ci sono stato per ben 2 volte e la seconda ci sono tornato ricordando proprio i bellissimi scenari visti nella prima escursione...
    WOW!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo, ad essere onesto non me lo sono molto goduto, mi sa che ci devo tornare per rendergli onore.

      Elimina
  2. bellissima anche questa parte, certo che in queste avventure la TESTA fa la sua parte , contare 52 gallerie .....sti cazzi ......................

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero Lello, la testa è l'elemento più importante in una corsa del genere. Se la testa non c'è le gambe fanno poco.

      Elimina
  3. Stampato anche questo...spero mi bastino i fogli;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con la prossima puntata dovrei finire : )

      Elimina
  4. Il transito dal Pasubio al Carega passando per la Selletta Nord-Ovest. Bene ora mi manca solo la parte dal Fraccaroli a Valdagno!!!!! ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehehe, stai ricostruendo il percorso nella tua mente....avrai mica intenzione di replicarlo ?

      Elimina
  5. Mamma mia 52 gallerie...devono essere state davvero una mazzata!

    RispondiElimina

Scrivete un po' quel che vi pare, per il momento non modero perchè non c'ho voglia.
Solo una cosa, una firma è sempre gradita.

 
© 2012. Design by Main-Blogger - Blogger Template and Blogging Stuff