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sabato 21 luglio 2012


Segnalo un'iniziativa che trovo piuttosto interessante perchè unisce la passione per lo sport e per il videomaking. Due cose che, per quel che mi riguarda, trovo piuttosto interessanti. Si tratta del concorso denominato: "La Tua Grande Sfida", Un videocontest realizzato per Polase Sport (questo è il link latuagrandesfida.polasesport.it). Per partecipare basta caricare un video di una propria impresa sportiva (il contenuto può essere anche realizzato sotto forma di slide-show fotografico). Il premio finale sono 3.000 Euro in attrezzatura sportiva. Mentre il video più votato di ogni mese vince una fornitura di Polase Sport gratis...che male non è. Io credo ci proverò prima o poi. Da un po' di tempo infatti sto valutando l'ipotesi di filmare e poi montare i passaggi più spettacolari dei trail cui prendo parte. Pensavo di farlo già nel corso della Trans D'Havet ma portarsi dietro videocamera o altra attrezzatura mi sa che non è il caso visto il tipo di gara. Dovrei procurarmi qualcosa di specifico a livello di videocamera, cosa che probabilmente farò ma non credo in tempo per la gara del 28 Luglio. Ad ogni modo, se tra chi legge, ci sono persone che hanno realizzato video delle loro imprese...beh, perchè non provarci ?

mercoledì 18 luglio 2012

Cencenighe Agordino.
La pizza della sera prima mi fa rigirare nel letto. Fatico a prendere sonno e la gola continua a chiamare acqua. Chiama talmente forte che il cielo la sente e obbedisce al richiamo riversandone secchiate sul tetto del nostro B&B. Già che ci sono ordino anche un po' di ghiaccio, eccomi servito, arriva la grandine.
L'indomani mattina, il verde laghetto che giace di fronte al nostro rifugio ha cambiato colore, la menta  ha lasciato il posto al caffelatte. Andiamo bene, ci aspettano 23 km e quasi 2000 metri di dislivello. Sarà una gara umida, per usare un eufemismo. Io e Zanze, mio compagno di avventura, ci divoriamo una generosa colazione preparataci con amorevole cura dalla gestrice del B&B. Una signora di mezza età dai capelli arancioni prontamente ribattezzata Wanna Marchi. A colazione ultimata salutiamo la regina delle televendite e ci dirigiamo verso Listolade, luogo di partenza della gara.
Qui troviamo un sacco di gente conosciuta, dai forumendoli di RunnerForum a Pasteo ad altra gente incontrata in precedenti gare. Il cielo non promette niente di buono ma per il  momento la pioggia ha cessato di scendere. Con molta calma ci dirigiamo verso la partenza: un imbuto strettissimo nel quale le 600 coppie vengono pigiate a forza. Io e Zanze non abbiamo grandi velleità di risultato. Per me è un allenamento in vista della Trans D'Havet, per lui è una gara nella quale divertirsi.
Allo sparo ci ritroviamo intruppati nella pancia del gruppo. Lo starter ha esploso il suo colpo ma non ci si muove di un millimetro. Solo dopo 30 secondi cominciamo ad avanzare. Sembra il disincagliamento di una nave.
Transitiamo sotto il via, dove faccio partire il cronometro, circa 2 minuti dopo la partenza ufficiale.
Il primo tratto è tutto in salita. Scoprirò solo dopo che il primo tratto misurerà 10 km buoni. Iniziamo camminando ma non tanto perchè si inizia in salita, più che altro camminiamo perchè altro non si può fare. Siamo in processione ed il prete avanza molto lentamente ma superarlo sarebbe sacrilegio. Da buoni veneti salmodiamo a modo nostro. Le divinità invocate ci sentono e ci puniscono immediatamente riaprendo i rubinetti della pioggia. All'inizio cade poca roba, poi l'acqua diventa sempre più insistente tant'è che mi tocca fermarmi ed indossare la giacca anti acqua. Poco male, l'avevo presa il giorno prima, farle un test non mi dispiace nemmeno così tanto.
Lungo la via incontriamo nuovamente Pasteo e parte la sagra. Ci ostacoliamo scherzosamente, lui mi da una spallata mentre provo a superarlo, io lo sgambetto più volte agganciandogli il piede con la mano e ci prendiamo in giro a vicenda. E' evidente che per entrambe le coppie la corsa è presa con molta leggerezza.
Passato il primo ristoro, Capanna Trieste, termina il tratto asfaltato e si prosegue con più decisione lungo il sentiero. Si percorre una larga mulattiera che conduce ai 1714 Metri del rifugio Vazzoler (si partiva da quota 728 metri). Qui altro ristoro e poi si prosegue destinazione rifugio Tissi.
Tra il Vazzoler ed il Tissi ci sono  circa 5 km e 500 metri di dislivello, si sfora di un bel po' quota 2000. Poco dopo il Vazzoler incontriamo anche un tratto di piano. Una distesa erbosa, infangata dalle scarpe dei concorrenti, ci consente di correre timidamente. Ma è solo una parentesi, ben presto si ritorna a salire con grande decisione. Purtroppo il traffico non accenna a diminuire e anche nella salita al Tissi ci ritroviamo intruppati e la possibilità di procedere al nostro passo ci viene negata. Pazienza. Dopo il tratto di fila indiana, finalmente, raggiungiamo i 2250 metri del rifugio Tissi. Qui ci accoglie un ristoro coi fiocchi, i panini con la mortadella mi tentano ma resisto al richiamo e mi limito a frutta secca e cocacola. Passato il ristoro ci si butta in discesa per un breve tratto quindi seguono una serie di saliscendi abbastanza corribili prima di affrontare la forcella di Col Negro che è una salita relativamente corta ma piuttosto cazzuta. Soprattutto a quel punto.
Questo è il tratto più bello di tutta la corsa. Siamo ai piedi del Civetta, a destra l'imponente montagna e a sinistra la valle con vista sul verde lago di Alleghe. Uno spettacolo.
Laghetto Coldai

Superata la forcella ci immettiamo nella valle del laghetto Coldai e si va quindi ad affrontare l'ultima asperità, la salita che porta al Rifugio Sonino al Coldai, 2132 metri. Qui ultimo veloce ristoro e quindi ci si invola in discesa verso l'arrivo posto a Piani di Pezzè. La discesa inizialmente è ripida e tecnica. Mi ci butto a capofitto e mi diverto un mondo scendendo a velocità smodata. Devo però aspettare il Zanze che prudentemente viaggia ad un ritmo un po' più lento.
Rifugio Coldai visto dall'omonima forcella

Passiamo assieme un tratto erboso striato dal fango lasciato dagli atleti e qui ci si presentano un paio di scene apocalittiche. Gente coi crampi distesa nel fango. Altri che ruzzolano e finiscono a pelle di leone. E' il trail bellezza e tu non puoi farci niente!
Superato il tratto erboso mancano gli ultimi 4 km. C'è un tratto asfaltato da affrontare prima di buttarsi nell'ultima discesa che porta al traguardo.
Arriviamo in 3h e 19 (secondo il mio cronometro "Real Time") e sulla linea d'arrivo ci scattano pure una bella foto, quella di inizio post.
Terminata la gara ci fiondiamo alle docce e quindi pasta party coi fiocchi in compagnia degli amici incontrati durante la giornata. Mangiamo accompagnati dalla voce di un sosia di Augusto Daolio intonato quanto una campana ma vabbè, fa comunque atmosfera.
Infine riscendiamo verso Alleghe e poi ognuno per la sua strada.
Anche questa è fatta. Una gara molto bella, sicuramente da rifare, mi ha lasciato qualche residuo nelle gambe ma anche tanto divertimento e un sacco di splendore negli occhi.
Ora mancano meno di due settimane all'impresa Trans D'Havet, la base di allenamento direi che c'è, mi aspetta qualche ultima corsetta tanto per tenere alta la condizione e poi riposo fino alla mezzanotte di Venerdi 27 Luglio. E li si scherzerà un po' di meno.

sabato 14 luglio 2012

In attesa del TransCivetta, che Domenica correrò con l'amico Zanze, ieri mi sono cimentato con una gara in salita di 7 km e 456 metri di dislivello. Tutta salita al 7% circa se si fa eccezione per un breve tratto di falsopiano. Avevo già provato il percorso in settimana, precisamente martedi quando ho completato il percorso in 36 minuti. L'obiettivo di ieri era quello di migliorarmi.
Conoscendo il percorso ho optato per una partenza piuttosto accorta. Ho gestito bene lo sforzo tenendo sempre un certo margine. Avere margine sul ritmo mi rincuorava via via che proseguivamo lungo la strada e ad ogni tornante avevo la possibilità di rilanciare l'azione.
Una volta giunto al tratto di falsopiano, a 2 km dal traguardo, ho dato fondo alle energie residue incrementando la velocità scendendo a 4'/km, forse anche sotto. In questo modo mi sono scrollato di dosso i podisti che fino a quel punto mi marcavano stretto e sono riuscito a recuperare qualche altra posizione proseguendo lungo la salita.
Taglio infine il traguardo in 33' e 05, 4'51/km di media e 3 minuti in meno rispetto all'allenamento di Martedi. Molto più del miglioramento che volevo. Sono molto contento sia per il tempo che per la gestione della gara. E sono contento anche per la condizione delle gambe che sembrano stare piuttosto bene.
Una bellissima gara questa Poleo - Santa Caterina che ieri festeggiava il 40° anniversario. 7 km duri ma tutto sommato veloci. Pensate che il primo ha concluso in 26' e 50 alla media di 3'50/km. Impressionante.

Archiviata questa gara ora si pensa al TransCivetta di Domenica. Saranno 23,5 km con poco meno di 2000 metri di dislivello con la caratteristica particolare che si tratta di una corsa a coppie.
Oggi si recupera dallo sforzo di ieri, nel pomeriggio è prevista la partenza per Agordo (BL) e poi domani si corre. Nessun obiettivo particolare se non quello di divertirmi e di fare un bell'allenamento in vista della Trans D'Havet di fine Luglio.

domenica 8 luglio 2012

Ritorno sulla LUT pubblicando questo bellissimo video realizzato da un atleta che ha portato a casa la gara da 120 km.
Particolarmente suggestivi i momenti della partenza e il passaggio alle Tre cime di Lavaredo (minuto 4 circa).
E devo dire che anche l'arrivo solitario in una Cortina deserta e notturna ha comunque il suo fascino.
Poco da fare, il prossimo anno sarà tra i miei obiettivi.

Video realizzato da Michelozzo79

mercoledì 4 luglio 2012

In un precedente post avevo accennato ad importanti progetti futuri. Ebbene, eccoci qua.
Il 28 Luglio prenderò parte alla Trans D'Havet, un ultra trail lungo 80 km e con 5500 metri di dislivello positivo da affrontare. La gara partirà a Piovene Rocchette (praticamente dietro casa mia) alla mezzanotte di Venerdi 27 Luglio per arrivare a Valdagno molte ore dopo. Tra l'altro, si tratta della prima edizione e sono particolarmente felice di poter prendere parte ad un evento del genere al suo battesimo ufficiale.
Affronterò per la prima volta una partenza a mezzanotte con la prima parte di gara immersa nel buio e rischiarata solo dalla lampada frontale e dal pallido bagliore della luna. Fantastico.
Oltre al buio ci sarà da fronteggiare un percorso molto lungo e duro e un tempo di gara veramente elevato. Facendo due conti dovrei impiegare circa 13/14 ore per completare il giro, ma sono stime piuttosto grossolane per cui non mi stupirei se il tempo finale risultasse essere molto diverso.
Intanto, per farvi un'idea, guardatevi il video della prova fatta dagli organizzatori un'anno fa. Si capiscono un paio di cose come l'atmosfera che si vive ad affrontare una prova del genere e la bellezza della partenza a mezzanotte.

lunedì 2 luglio 2012

Il nostro trail di Cortina (mio e di Alvin), comincia a Nebbiù di Cadore, paesino che definire piccolo e sperduto è dire poco. Per raggiungerlo occorre mappa e bussola, la frazione poi consta più di pascoli che di case. Se ce la fa arriverà 300 anime. Qui alloggiamo sfruttando un B&B davvero molto bello. Vi dico solo che la stanza a noi riservata contava 6 posti letto per una media di 3 posti letto a testa.
Da Nebbiù, la sera del Venerdi, andiamo a Cortina per il ritiro pettorali e per assistere alla partenza, ore 22.00, della LUT (120 km e 6000 Metri di dislivello). La partenza è spettacolare. Un sacco di gente lungo le strade di Cortina e circa 600 atleti che prendono il via illuminando la notte con le lampade frontali in una processione davvero suggestiva.
Vista la partenza, e riassorbita la pelle d'oca, rientriamo al B&B per il riposo prima della gara.
L'indomani, a seguito di un'abbondante colazione, lasciamo il nostro alloggio.
Sono le 7.30 e siamo in perfetta tabella di marcia, per le 8 saremo a Cortina, depositeremo le sacche e quindi ci porteremo in partenza per le operazioni di punzonatura. Una volta sbrigata anche quella formalità non rimarrà che attendere il via. Finiamo però per sottovalutarne un'altra di formalità, il parcheggio! Cortina non fa eccezione rispetto alle altre città, i parcheggi non ci sono e quelli liberi si pagano, a Cortina ben di più che in altri posti. Mentre cerchiamo un parcheggio con il rapporto qualità/prezzo migliore possibile vediamo pure una volpe passeggiare tranquilla in centro. A Cortina non ci sono parcheggi a buon mercato ma in compenso le volpi domestiche abbondano.
Dopo un primo istante di panico riusciamo a trovare un posto decente dove lasciar la macchina. Un'ultima sistemata allo zaino che ci porteremo appresso e quindi si va in zona partenza.
Il trail parte nel medesimo punto della Cortina-Dobbiaco, vale a dire in Corso Italia, sotto al campanile. I 600 partenti sono più o meno tutti li, gironzolano allegri in attesa del via. Io e Alvin sistemiamo vestiario e attrezzatura. Scattiamo la foto di cui sopra senza accorgerci dei paparazzi e incontriamo alcuni amici già visti ad altre competizioni. In particolare ritroviamo Alberto Zan (con il quale correrò gran parte del trail) e GabydiCorsa di RunningForum. Chiacchieriamo discutendo su come è meglio affrontare la gara e sulle varie velocità da impostare. Io e Alberto siamo simili nei ritmi e nelle intenzioni, Alvin invece, meno allenato, se la prenderà un po' più comoda.
In poco tempo arriva il momento di partire. Lo speaker da inizio al conto alla rovescia e quindi si parte, un giro di 46 km ci aspetta tra alcune delle vette più belle del mondo.
I primi km, a differenza delle gare di corsa, sono piuttosto tranquilli. La partenza è in salita ed il gruppone avanza abbastanza compatto. Non ci sono grossi problemi di intasamento. Si procede tutti in maniera piuttosto lenta, se qualcuno vuole superare può farlo senza problemi, nessuno gli opporrà resistenza.
Dopo un primo km lungo le vie cittadine si svolta a sinistra, un paio di tornanti e quindi si lascia l'asfalto per inoltrarsi nel sottobosco.
Lascio Alvin poco prima del bosco procedendo con passo un po' più deciso. Dalla partenza fino a questo punto ho sempre corso, molto lentamente ma non mi sono mai messo al passo. Proseguo con la stessa andatura anche nel primo tratto boschivo poi, quando vedo che sto andando troppo in difficoltà, mi metto a camminare. Continuo alternando corsa a camminata, mi sento bene, proseguo con buona andatura e non avverto più di tanto la fatica.
Nei tornanti scorgo Alberto poco dietro di me. Anche lui procede in maniera più regolare possibile.
Nel frattempo continuo a recuperare posizioni. Eravamo partiti a fondo gruppo e quindi è normale a questo punto incontrare un bel po' di trailrunners più lenti.
Il primo tratto di salita è lungo 7 km nei quali si sale di 600 metri circa, tutto sommato è quasi corribile. Arrivati in cima comincia un bellissimo pezzo di quello che viene definito "mangia e bevi" cioè un percorso ondulato ma con pendenze piuttosto dolci dove quindi si può correre senza grossi problemi. Già che si è saliti di quota il panorama comincia a regalare scorci bellissimi. Correre in questa zona è fantastico. Le pendenze non sono impegnative e, una volta recuperato dalla salita precedente, viene voglia di lanciare l'andatura.
Dopo una sosta per cambiare l'acqua al falco vengo raggiunto da Alberto. Proseguiamo assieme corricchiando con andatura allegra. Alcuni atleti davanti a noi si fermano a scattare foto al panorama. E ne hanno ben d'onde, la giornata è strepitosa. Non c'è una nuvola e lo spettacolo che ci circonda è di  una bellezza indescrivibile.
Proseguiamo lungo il percorso e, dopo un tratto di discesa, imbocchiamo Val Travenanzes. Meraviglia!
Qui la strada torna a salire, prima piano piano, poi in maniera sempre più decisa. Siamo ai piedi della forcella  Col dei Bos la cui sommità è situata intorno al km 19 e circa 700 metri sopra alle nostre teste. In questo punto il panorama comincia a cambiare. Si abbandona il bosco e l'ambiente diventa sempre più di alta montagna. Le piante lasciano spazio a sassi e roccia. Il sole picchia forte ma per fortuna attraversiamo numerosi ruscelli nei quali viene naturale immergere le mani o il berretto per darsi una rinfrescata.
Foto di Cris: https://picasaweb.google.com/runnercris/LUT2012#
Sotto il sole cocente e in mezzo alle pietraie avanziamo lungo la forcella. Cominciamo ad incontrare anche alcuni eroi dell'Ultra Trail. Hanno già 90 km sulle gambe e vederli avanzare lungo la salita mi apre il cuore. Incitarli è il minimo che possa fare e tutte le volte il mio incitamento trova in risposta un sorriso. Anche da parte di quelli che più erano in difficoltà. 
Lungo la forcella nessuno si sogna di correre ma un po' alla volta anche questa salita è domata. Forcella Col dei Bos è alle spalle e il conta km segna già quota 20. Una volta in cima troviamo un amico di Alberto che ci scorta per un po', quindi ci lascia andare lanciandoci lungo la discesa. In questo momento Alberto è piuttosto brillante mentre io comincio a sentirmi sempre più stanco. Ben presto capisco che sto vivendo una crisi di fame. Sento le gambe molli e una sensazione generale di debolezza mentre la fame va aumentando. Fortunatamente, dopo tre km di discesa arriva il primo ristoro vero e proprio.
Viste le sensazioni di fame me la prendo comoda. Apparecchio la tavola e ordino in sequenza: sali minerali, Coca Cola, banana, fetta biscottata con marmellata, altra banana, una manciata di formaggio grana in cubetti, una manciata di cioccolato anche questo in cubetti, 4 pezzi di crostata, uva passa e di nuovo Coca Cola.
Ho temuto seriamente potessero portarmi il conto. Mi sarei dovuto fermare a lavare i piatti.
Mentre io proseguivo con il mio spuntino Alberto riprendeva la via della corsa distanziandomi di qualche centinaio di metri e scomparendo alla mia vista. Una volta terminato il rinfresco, un po' a malincuore, sono ripartito anche io decisamente rinvigorito dopo la scorpacciata.
Poco dopo il ristoro incontro un gruppo di persone festanti e fracassone, sono i compagni di squadra di Alberto che mi salutano e mi incoraggiano con grande entusiasmo. Dopo di loro altra gente applaude e incoraggia. Non posso che sorridere e ringraziare. Il supporto delle persone è davvero importante, soprattutto in gare dure come questa.
Il tratto successivo al ristoro, in un primo momento percorre un bosco salendo leggermente, ben presto però il bosco finisce e ci si ritrova nuovamente esposti al sole e in mezzo ai sassi. Qui la salita si fa ancora più ripida poichè si punta con decisione verso rifugio Averau, il punto più alto della corsa con i suoi 2413 metri.
Il ristoro ha fatto il suo ma la salita si fa sentire. Proseguo con la marcia più bassa di cui dispongo. Non supero più nessuno ma nemmeno vengo superato. Anzi, trovo qualche turista in gita che si fa la forcella e prosegue molto più lentamente di me. Almeno quello mi è di consolazione.
Dopo un tempo che mi pare infinito, finalmente raggiungo il rifugio. Altra forcella guadagnata. Uno sguardo al panorama sottostante e quindi via lungo la discesa.
Qui si corre su una carrareccia piuttosto larga, con dei bei tornanti. La pendenza è importante e in breve tempo si scende di quota fino ad incontrare un'altro tratto abbastanza corribile. Proseguo col mio passo, senza ammazzarmi, se ho voglia di camminare lo faccio. Tanto so che la strada è ancora lunga.
Circa 5 km dopo si intravede un'altra discesa la quale termina a Passo Giau. Un altro ristoro, questa volta solo idrico, mi aspetta. Corro piuttosto bene la discesa, recuperando anche alcune posizioni quindi, una volta al ristoro, faccio il pieno di sali e Coca Cola.
Riparto con le borracce cariche ma dopo un po' una di queste mi sputa in un occhio, è quella caricata a Coca Cola. La bibita non ama particolarmente il movimento e la mia corsa tende ad eccitarla un po' troppo. Mi fermo, do una sorsata e quindi la svuoto. Mi dispiace ma correre con una bomba ad orologeria attaccata allo spallaccio dello zaino non era il massimo della vita.
Subito dopo Passo Giau mi aspetta un tratto di Mangia e Bevi, corro quanto posso e riesco a riacciuffare Alberto. Giusto in tempo per affrontare Forcella Giau.
Svoltata una curva la forcella si presenta in tutta la sua intimidazione. Un muro altissimo e terribilmente ripido si staglia davanti a noi. Abbiamo 30 km sulle gambe, siamo stanchi morti e dobbiamo superare un ostacolo che nemmeno ci sta nel campo visivo di un uomo. Tocca guardarla in due colpi per vederla tutta dall'inizio alla fine.
Giunto ai piedi dell'erta mi concentro e...non penso a niente. Mi armo di santa pazienza e comincio la scalata. Incontro un altro eroe della 120 km, è letteralmente piantato. Fa tre passi e poi si ferma. Lo incito, gli dico che è messo bene in classifica e che chi lo segue è a mezz'ora di distacco. Anche questo sorride e ringrazia ed ha pure il tempo di dispensare battute. Troppo bravo.
Io proseguo poco più velocemente ma avanzo. Cammino tra rocce e sassi scuri. Pare quasi di essere su un vulcano. Non mi fermo mai, chi si ferma è perduto e a forza di stringere i denti valico anche questa cima.
Neanche il tempo di godersi quest'ultima fatica che ci si butta di nuovo in discesa. E' un pezzo piuttosto ripido ma finisce subito, dopo 2 km c'è un'altra forcella da fare. Questa volta si tratta di forcella Ambrizzola.
Dopo il muro rappresentato da forcella Giau, l'Ambrizzola pare uno scherzo. Supero pure questa e, una volta in vetta, vengo ripagato dallo spettacolo che si presenta ai miei piedi. Un'ampia vallata e in fondo, proprio lungo il percorso del nostro trail, il lago di Fedèra con il rifugio Croda dal Lago.
Approccio la discesa scendendo con cautela ed ecco che comincio ad avere qualche problema al fegato. La mia solita fitta. Mi fermo per rifiatare e in breve tempo Alberto mi riprende sopravanzandomi. Poco dopo mi raggiunge anche una ragazza e la cosa risveglia il mio orgoglio. Decido ci attaccarmi al suo bel posteriore e di non mollarla. Oltretutto va veramente forte. In men che non si dica riagguanto Alberto e proseguo la discesa a buona velocità. Alberto mi da dei consigli pratici per la fitta al fegato, mentre corro provo a metterli  in pratica e scopro con piacere che funzionano. Nel frattempo, dal fondo valle, giungono le note di una canzone che conosco ma non riesco subito ad identificare. Ci penso, me la canto in testa e, dopo vari tentativi, finalmente riesco a capire che si tratta di Space Oddity di David Bowie. Figata, mi riesce anche di riconoscere le canzoni, significa che m'è rimasta ancora un po' di lucidità. Ma...un momento, come può esserci della musica del genere tra le dolomiti ? Il mistero rimane fino a quando giungiamo (io, Alberto e la tizia che ho scoperto essere inglese) al rifugio Croda dal Lago. Qui, oltre al ristoro, è stato allestito un piccolo palco sul quale una band si sta esibendo.
Io e Alberto approfittiamo del ristoro, sali e bevande, fermandoci un paio di minuti. La tipa inglese invece schizza avanti quasi senza fermarsi (forse perchè sapeva che era 4a assoluta).
A questo punto il Garmin segna 35 km, ormai c'è solo discesa davanti a noi. 11 km abbondanti e avrà fine anche la nostra impresa.
Ristorato da questo pensiero, oltre che dai sali, riparto in compagnia di Alberto. La discesa comincia ben presto a farsi impegnativa. Dobbiamo scendere di circa 1000 metri ed il percorso pare intenzionato a farci coprire tale dislivello nel minor tempo possibile. Ben presto ci ritroviamo tra le fronde del bosco con il terreno che diventa molto insidioso per le rocce e per le radici che spuntano dal suolo.
In poco tempo riprendiamo anche la tizia inglese. Questa volta siamo noi ad essere più brillanti e la sopravanziamo distanziandola.
La stanchezza comunque è tanta ed i km che ci separano dal traguardo paiono non passare mai. Piano piamo giungiamo a quota 40, penso che ne mancano solo 6, poca roba, e mi faccio coraggio. Al km 42 e 2 dico ad Alberto che abbiamo passato la maratona. Da qui in avanti sono in territori inesplorati, mai mi ero avventurato oltre la distanza della maratona.
Verso il 43° km sbuchiamo fuori dal bosco. La parte più dura della discesa è terminata. Ora ci si avvicina con decisione al centro di Cortina.
La cosa drammatica è che anche nel finale il percorso prevede salita. Brevi rampe di 100 metri al massimo, ma a quel punto sembrano il Mortirolo ed il Gavia messi assieme, tanto più che, giunti li, ci si aspettava solo discesa. Pazienza. Avanziamo, al passo ma avanziamo.
La vicinanza del traguardo comincia ad elettrizzarmi. Ci sono delle rampe di scale da fare. Lancio la sfida ad Alberto "dai che le facciamo di corsa!" Alberto mi guarda con un misto di disperazione e compassione, quella che si concede a chi ha smarrito il lume della ragione, e risponde lapidario: "neanche morto!". Io, invece, decido di raccogliere la sfida da me stesso lanciata e mi corro i gradini aspettando poi Alberto una volta giunto in cima.
Proseguiamo così per tre rampette di scale ed ecco che l'ultima ci porta sul rettilineo finale. Davanti a noi gli ultimi 100 metri del percorso, le transenne e la gente in festa che ci accoglie con grande entusiasmo.
Imbocchiamo Corso Italia assieme e lo percorriamo tutto fino a tagliare il traguardo esultanti e soprattutto gonfi di orgoglio. Orgogliosi di aver portato a casa una piccola impresa per lunghezza e durezza del percorso e orgogliosi di non aver mai mollato.
Alla fine chiudiamo in 6 ore e 17 minuti con la 52a e 53a posizione assoluta (49a se considero solo la classifica maschile). Un gran bel risultato se si considerano i 600 partecipanti e l'altissimo livello della competizione.
Una volta giunto al traguardo, ho il piacere di incontrare Andrea (Insane). E' appoggiato ad una transenna col suo immancabile sorriso. Riconoscerlo è un gioco da ragazzi. Lo saluto e scambio due chiacchiere al volo. Finalmente. Non avevamo mai avuto modo di incontrarci nonostante vari incroci in precedenti gare.
Salutato Insane ho il tempo di ripigliarmi e di aspettare Alvin (gli ho anche telefonato un paio di volte per sentire dove fosse e l'ho bonariamente preso in giro). Arriverà ampiamente entro le 9 ore, come prefissato. Molto affaticato per l'impresa portata a termine ma già oggi la soddisfazione dovrebbe aver preso il posto della stanchezza accumulata anche per lui.
Una volta docciati, massaggiati (io) e mangiati possiamo ripigliare la macchina e tornare a casa. Il viaggio sarà lungo ma piacevole con Alvin che mi erudisce sulla termodinamica spiegandomi il funzionamento della caldaia prima, del frigorifero e del condizionatore poi e, infine, impartendomi nozioni pure sul funzionamento del reattore nucleare. Tutto vero.
Terminato il viaggio arrivo a casa con in tasca il trail di Cortina, un punto di qualifica per l'UTMB (che per il momento a nulla serve ma fa pur sempre curriculum) e la sensazione di aver corso la gara più bella della mia vita oltre ad aver passato un paio di giorni che di certo non dimenticherò molto presto.

martedì 26 giugno 2012

Venerdi si parte in direzione Cortina. Dopo la felice esperienza alla Cortina-Dobbiaco ritorno nella perla delle dolomiti, questa volta per correre un bel trail: il Cortina Trail. Fratello minore rispetto ai 120 km (e 6000 m. di dislivello) del Lavaredo Ultra Trail, il trail di Cortina prevede 50 km e 2500 m. di dislivello. Qualcosa in più rispetto all'Eco Maratona di Alpago ma con tutto il vantaggio di trovarsi in mezzo alle dolomiti, in uno scenario da favola che sicuramente aiuterà a sopportare meglio la fatica. Va detto comunque che il Cortina Trail è corsa qualificante all'Ultra Trail del Monte Bianco anche se vale un solo punto (L'ulra trail da 120 km ne vale addirittura 4), quindi non va certo sottovalutata.
Condividerò l'avventura con l'amico Alvin che ho, più o meno, obbligato ad accompagnarmi in questa esperienza. Ancora non ho capito se correremo il trail in modalità tapascioni al pascolo oppure se daremo fondo ognuno alle proprie energie. Credo si capirà la sera prima conformemente al numero di birre che ci scoleremo a cena.
La preparazione all'evento è comunque stata buona. Già la sola Eco Maratona di Alpago vale come ottimo allenamento. Aggiungendo poi le varie corse in salita degli ultimi periodi ritengo di aver fatto un buon avvicinamento alla prova.
Mi sono munito anche di fischietto, telo di sopravvivenza e di giacca idro repellente come espressamente richiesto dal regolamento (avessero richiesto di portarsi appresso anche un razzo di segnalazione mi sarei preoccupato seriamente).
Gli organizzatori hanno predisposto un aggiornamento automatico dei vari passaggi via Twitter. Mi sono registrato e, volendo, avete la possibilità di seguirmi direttamente dal mio account. Eccolo: https://twitter.com/#!/viverestanca . Spero funzioni così avrete modo di seguirmi nella mia fatica. So che non aspettavate altro!
La sera del venerdi vorrei anche andare in centro a Cortina per assistere alla partenza in notturna (ore 22.00) degli iscritti all'Ultra Trail. Tanto per avere un anticipo di quello che ho in programma di fare tra qualche tempo. Ma una cosa alla volta, intanto Cortina, quando torno racconterò di quello che ho in programma di fare tra un po'.
Ancora due giorni e poi sarò al fresco delle dolomiti. Compagnia, fresco. montagna ed un trail da correre. Difficile chiedere di più.
 
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