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lunedì 18 marzo 2013






Andiamo bene. Andiamo molto bene. Il tempo finale, per questa gara di 10 km, è stato un sorprendente 36' e 09. L'obiettivo iniziale era scendere sotto ai 37 minuti. Per poco non mi riusciva invece di scendere sotto ai 36. Soddisfattissimo, ovviamente.
La gara, tra l'altro, è pure piuttosto impegnativa. Non mancano passaggi in salita e un km buono corso sulla ghiaia del parco Querini che, di certo, non aiuta.
Mi ha invece aiutato il fatto di avere due punti di riferimento in gara. Il primo era Alessandro, compagno di avventura alla Treviso Marathon, che ho raggiunto al km 6 circa e col quale ho corso il resto della prova. Il secondo il mio compagno di squadra Meccatronic. Partito un po' più forte di me l'ho sempre tenuto a tiro per poi raggiungerlo ad un km dal traguardo. Li avrei pure provato a staccarlo ma la fitta al fegato, che si presenta in condizioni di ritmi (per me) elevati, mi ha costretto a desistere.
Non ho però rinunciato alla volata finale vincendo il duello col compagno di squadra e risultando il primo classificato per la mia società (anche grazie al fatto che un paio di nomi importanti mancavano all'appello).
Ora ho un nuovo muro a pochi secondi. Con un po' di preparazione specifica e una gara scorrevole sono convinto che i 36' possono crollare.
Nuovi stimoli che fanno sempre bene.

giovedì 7 marzo 2013


Il faut le faire è un'espressione francese che, poco poco, significa: "si, son buoni tutti, intanto però lo devi fare!".
E' una frase che mi "impararono" i maestri Clerici e Tommasi i quali, commentando una volèe vincente di Kafelnikov, usarono questa espressione: "Bravo, non era difficile ma, come dicono i francesi, "Il faut le faire!"".

(in realtà non ricordo se fosse veramente Kafelnikov ma mi piace pensare di si visto che era un po' il mio giocatore preferito)

Tutto questo preambolo per commentare le mie recenti avventure podistiche.
Mi sento esattamente così, non ho fatto niente di particolarmente rilevante ma, porca mignotta, ci sono arrivato!
Sono tendenzialmente severo con me stesso, almeno credo, per cui, ogni tanto, un po' di soddisfazione bisogna pur prendersela.
Ho così anche l'occasione di pescare tra le belle foto scattate da Enrico Vivian ed aggiornare il fotoalbum della maratona di Treviso con l'immagine della volata tra me ed Edoardo.
E già che ci sono, sottolineo, pure la volata all'arrivo di una maratona...il faut le faire!


martedì 5 marzo 2013

(Prima parte)

Eravamo rimasti al passaggio sul Piave a Ponte della Priula, km 23. Riprendo da li.
Una volta immessi sul percorso principale, io ed Alessandro non ci siamo più trovati a correre da soli. Incrociandoci con i maratoneti degli altri percorsi ci siamo ritrovati accodati ai classici gruppetti che sono soliti formarsi nelle maratone. E' stato sicuramente un vantaggio perchè, nonostante la bella giornata, abbiamo dovuto fronteggiare un leggero ma fastidioso vento contrario. Lo schermo di altri runners risultava pertanto molto utile.
In questa edizione, più che nella scorsa, mi sono reso conto di quanto sia brutto il percorso da Ponte della Priula in poi.
Intendiamoci, organizzare una maratona con un percorso di 42 km sempre gradevole e scorrevole non è sicuramente facile ma la scelta di correre 19 degli ultimi 20 km su di uno stradone dritto ed anonimo non è sicuramente vincente. Se nella prima parte si attraversavano numerosi paesini separati da aree di campagna, nella secondà metà di gara si attraversavano prevalentemente larghi incroci separati da enormi zone industriali. Vi lascio immaginare la tristezza e la sofferenza del runner in crisi che cerca invano il conforto di un pubblico assente.
Anche per questo motivo, oltre che per i km accumulati, la seconda parte è stata particolarmente dura. Come sempre in maratona del resto.
Dopo una partenza un po' lenta, assieme ad Alessandro, siamo riusciti a recuperare il gap sul ritmo di corsa prefissato ed il passaggio al km 30 era perfettamente in linea con quanto preventivato.
Ciò mi ha consentito, nei km dal 30 al 35, di rifiatare un po' e di lasciarmi un po' di margine per i km conclusivi. Ho quindi rallentato leggermente, rimanendo ben coperto nel gruppetto col quale correvamo, e ben lontano da un tizio sulla quarantina che appariva particolarmente nervoso: in un paio di casi aveva perso qualche metro dal runner avanti a lui, quando ho provato a coprire il buco sopravvanzandolo non mi ha lasciato passare venendomi pure addosso urtandomi con la spalla. Vabbè, evidentemente sfogava così la sua difficoltà.
Chiacchierando un po' con Alessandro, mi ha fatto sapere che per lui andava bene quel ritmo, se io avessi avuto energie residue potevo andare.
Così ho fatto.
Una volta passato il km 36 ho incrementato leggermente il ritmo cercando di non andare fuori giri e sperando di non essere partito troppo presto.
Un altro runner deve aver capito le mie intenzioni e mi si è francobollato dietro. Talmente appiccicato che in più di un'occasione ci siamo toccati con le scarpe.
Ho proseguito così, tirando il nuovo "rivale" fino alle porte di Treviso quando sono finalmente riuscito a scrollarmelo di dosso.
Devo dire che i 6 km conclusivi sono stati particolarmente difficili. Nonostante chiedessi alle gambe un cambio di ritmo questo non avveniva e la velocità aumentava solo di poco. In certi istanti ho avuto anche dei dolori al ginocchio destro che, per un interminabile istante, si è anche bloccato. Ho sperato non fosse niente di che ed in effetti così è stato ma per un breve istante ho avuto paura di dovermi fermare.
Poco prima di entrare all'interno delle mura della città sono riuscito anche ad agganciare il mio compagno di squadra Edoardo. Abbiamo così percorso assieme l'ultimo km all'interno di Treviso mentre io gli "raccontavo" i luoghi che stavamo attraversando a mo di guida turistica. Un modo per far passare il più in fretta possibile quell'ultimo km, ovviamente.
Terminati anche quegli ultimi mille metri ci siamo poi immessi nel rettilineo finale dove, avendo qualche energia residua, ho dato un'ultima accelerata tagliando il traguardo giusto un secondo prima di Edoardo (che tanto è molto più forte di me) per poi abbracciarlo sulla linea d'arrivo.
2h 55' e 56 il tempo ufficiale (2h 55' e 50" il Real Time).
Il tempo di rilassarmi e di posare per i fotografi, Silvia ed Enrico, entrambi ben appostati e prontissimi ad immortalarci al passaggio sotto l'arrivo e poi è stato un susseguirsi di arrivi da parte degli amici e compagni di squadra.
Come sempre è stata una gran festa all'interno de La Fulminea e i personali sono fioccati copiosi. Alla fine, controllando i tempi, ci siamo accorti che siamo proprio una bella squadra. Ci stiamo tutti migliorando e non è per niente finita qui.
Io archivio qui la mia nona maratona. Alla decima manca relativamente poco ma ancora non ci penso.
Ora urge recuperare anche perchè il lunedi post maratona è stato inaspettatamente traumatico. Tanto bene e relativamente stanco mi sentivo Domenica dopo la gara, quanto spossato e debole mi sono sentito durante tutta la giornata di Lunedi. Tanto da arrivare a pensare di avere la febbre (ancora non sono convinto che non ce l'avevo visti i brividi che mi scuotevano, secondo me è il termometro che non funziona!).
Un giorno di riposo sembra aver fatto il suo ed ora va decisamente meglio.
Ben fatto dunque, a Treviso, la nona è stata decisamente un successo.

domenica 24 febbraio 2013

Poichè il tema elettorale è di strettissima attualità in questo periodo, mi è tornata in mente la faccenda non ancora conclusa dei vari favori concessi a politici e ad amici dei politici il tutto a loro insaputa.
C'era il politico cui avevano acquistato un appartamento a sua insaputa, la fidanzata dell'assessore assunta e stipendiata a sua insaputa, il presidente di regione cui avevano pagato le vacanze a sua insaputa, l'esponente di un famoso partito che s'era ristrutturato casa coi soldi del partito stesso ma a sua insaputa e pure suo figlio, laureato a sua insaputa. Per arrivare, infine, ad un noto politico egiziano il quale aveva una nipote che si intratteneva a certe feste eleganti con persone infulenti. Il tutto senza che il politico egiziano ne sapesse nulla. Forse anche perchè proprio sua nipote non era, nonostante l'allora presidente del consiglio ne fosse più che convintissimo tanto che pure la maggior parte del parlamento credette alla sua buona fede.
Non volendo essere da meno pure io mi sono concesso qualcosa a mia insaputa. Vale a dire il Personale sui 10.000 metri.
Poichè a breve ci sarà la Stra Vicenza, una corsa per l'appunto di 10 km, sono andato a controllarmi il personale sulla distanza che, francamente, non ricordavo. Il personale risale alla Sleghe Lauf del 9 giugno 2012 con il tempo di 38' e 23", media totale di 3'50/km.
Mentre controllavo mi sono però ricordato del passaggio ai 10 km alla recente mezza maratona di Verona: 37' e 58" !
Ecco dunque che, senza saperlo, Domenica oltre al primato sulla mezza ho portato a casa anche il nuovo primato sui 10.000.
Insomma, pure io ho il mio bel regalo a mia insaputa. Tra oggi e domani, nel segreto dell'urna elettorale, se ancora siete indecisi potete dunque pensare di dare il vostro voto a me.

domenica 10 giugno 2012


38' e 23, su una gara di 10 km nervosa come un trafficante di droga alla frontiera e in un momento in cui a tutto mi sto dedicando tranne alla velocità è veramente qualcosa di inaspettato. Qualcuno (Andrea87), che evidentemente ha la vista lunga, aveva letto nei miei dati cardiaci un momento di buona forma. Ha avuto decisamente ragione, tanto più che l'obiettivo di questa corsa era quello di fare bene, non certo di puntare al personale.
Per la cronaca, la Sleghe Lauf, che in lingua cimbra significa Asiago, è una gara di 10 km su circuito cittadino nel centro della città dell'altopiano. La corsa prevede 4 giri su un tracciato zeppo di curve, con un breve passaggio su sterrato e con continui saliscendi. In tutti i 2500 metri del percorso non ci sono più di 10 metri consecutivi di percorso piatto. Decisamente non sarebbe la gara cui puntereste per il vostro personale sulla distanza.
Devo essere onesto, prima di partire avevo dato un'occhiata ai dati del mio precedente personale (38' 35 alla Stra Vicenza) giusto per capire com'ero andato in quel caso e quale fosse il ritmo da tenere per abbassare il personale. Il tutto tanto per non lasciare niente al caso consapevole che il miglioramento di quel tempo sarebbe stata pura utopia.
E invece arriva quello che non ti aspetti. Al via, dopo che lo speaker ha snocciolato i nomi dei vari fenomeni presenti alla gara (gente da 2h e 06 in maratona e pure uno qualificato alle olimpiadi!), mi sono piazzato poco più avanti di metà gruppo. Non a ridosso dei primi dunque, per evitare di partire troppo forte e di bruciarmi subito.
La partenza è stata come sempre caotica, complice anche la caduta di un atleta partito nelle prime file che ha scatenato un bel po' di caos. Io, per fortuna sono riuscito ad evitare il malcapitato e la conseguente ressa pur passando con 4" di ritardo sotto al gonfiabile della partenza.
A prendere parte alla gara c'era un bel numero di atleti, tanto che c'è voluto un km buono prima che la folla si dissipasse e che la strada comparisse libera davanti a me. Passato il primo km, come sempre un filo allegro (3'44), ho cercato di impostare il ritmo prefissato badando principalmente a controllare la sensazione di fatica e a non finire fuori giri. Il primo giro restituiva un riscontro incoraggiante (primi 2500 m. in 9'28). Da li in poi ho mantenuto l'attenzione prevalentemente concentrata sulle sensazioni in corsa. Nelle salite cercavo di tenere e nelle discese provavo a rilassarmi e a recuperare. Il ritmo non ne risentiva granchè e, nonostante il controllo, continuavo a recuperare posizioni.
Al secondo passaggio sotto al gonfiabile della partenza facevo segnare un parziale di 9' 43, dopodichè iniziava il giro più duro di tutti. Il terzo. In questa frazione non sai mai se spingere, rischiando di terminare anzitempo la benzina, o risparmiarti, correndo il rischio di perdere troppo tempo prezioso. Sono contento di vedere che mi sono gestito piuttosto bene terminando la terza frazione con un tempo solo leggermente superiore a quello della precedente: 9' 48.
Terminata anche la terza frazione partiva l'ultimo giro. Negli ultimi 2 km e mezzo ho dato fondo alle energie rimaste e sono riuscito a dare una bella accelerata, complice anche un atleta del Runners Team Zanè che mi ha fatto da punto di riferimento per quasi tutto l'ultimo giro. Una volta giunti sul rettilineo finale, 200 m. di salita, sono partito con uno sprint davvero molto cattivo nel quale ho sopravanzato 6 atleti. E' stato bello in particolare un duello ingaggiato con uno di questi il quale cercava di opporsi alla mia rimonta. Per mia fortuna non ha resistito al mio fianco più di 30 metri.
La volata finale terminava sotto al gonfiabile dove stoppavo il Garmin e leggevo l'incredibile riscontro. Enorme soddisfazione per il tempo ottenuto anche perchè, su un percorso piatto, mi sa che a questo punto posso ambire ad un tempo inferiore ai 38'.
Archiviata anche questa, ora non mi resta che tornare a sgambettare in montagna. Domenica mi aspetta l'Eco Maratona di Alpago. La, altro che 38 minuti, ci sarà da soffrire per svariate ore.
Non vedo l'ora.

P.S. su Garmin Connect, controllando l'altimetria, la gara pare quasi piatta. Se andate su "Riproduttore" potete vedere meglio i vari saliscendi di cui la corsa era composta.

martedì 20 marzo 2012

Dopo il personal best ottenuto in maratona a Treviso (il più importante) e dopo il personal best ottenuto nei 10.000 (il più semplice visto il precedente), domenica tento di abbattere anche il personal best sulla mezza maratona (sicuramente il più difficile). Al momento, il mio personale sulla distanza è di 1h 26' e 17 ottenuto alla mezza di Paese (TV) di due anni e mezzo fa. Come ho già avuto modo di scrivere, l'obiettivo è di migliorarlo di molto, punto infatti, con molta ambizione ed altrettanto sprezzo del pericolo, a segnare un tempo inferiore all'ora e 25. Già, ma come fare ? Ho approntato un piano per questa settimana che prevede una serie di allenamenti mirati al raggiungimento dello scopo. Intanto, questa mattina mi sono sciroppato 14 km in compagnia del mio cane, media finale 4'32 e una fatica bestiale soprattutto nell'ultimo tratto. Ma del resto ci sta, la parte finale del percorso nel quale corro è in leggera e costante salita e quando i km si sommano la pendenza sfavorevole diventa un nemico incredibilmente cazzuto. Archiviato questo primo allenamento settimanale domani sera me ne aspetta uno veramente tosto, sicuramente l'allenamento più importante della settimana. Ho intenzione infatti di andare in pista per una seduta di ripetute lunghe (2km) con recupero affaticante di Furiosa memoria. I ritmi da tenere saranno 3'55 nei 2 km di ripetuta e 3'45 nel km affaticante. Molto dura ma si può fare.
Giovedi e Venerdi ho purtroppo degli impegni lavorativi che un po' mi scombussolano i piani. Probabilmente Giovedi dovrei correre al mattino e non so se avrò recuperato dall'allenamento della sera precedente (ci potrebbe stare un 12 km di corsa lenta lenta eventualmente).
Infine Venerdi (sempre se riesco visto il lavoro), se le gambe saranno a posto dovrei fare un po' di interval training: 400 metri veloci con 200 metri di recupero da ripetere una decina di volte o, in alternativa un 5 km lenti e un 6 km a ritmo mezza giusto per "testare" il ritmo. Sabato 0 km visto che si parte verso Ferrara.
In definitiva, fino a domani le idee sono chiare, poi ci sono un paio di incognite da sciogliere, si vedrà strada facendo.
Come sempre, eventuali suggerimenti sono più che graditi.

domenica 27 novembre 2011

Il piano è riuscito meglio di ogni più rosea aspettativa. Non ho centrato il Pi Greco perchè sono stato addirittura più veloce, 3h 13' e 38 il crono finale. È stata dura, soprattutto negli ultimi 5 km dove ho sofferto parecchio ma sono felicissimo per un risultato che è il massimo che posso esprimere oggi in maratona. Particolare piacere mi da il fatto che, anche in questo caso, sono riuscito a correre la seconda metà di gara più veloce della prima. Più di un minuto più svelto.
Bravissimo anche Pasteo che chiude in 3h 18' e 42 schiantando il suo precedente pb.
Ora si va a a reintegrare a suon di birre medie e stasera fiorentine e Chianti. Tutto molto meritato!


 
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