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venerdì 14 dicembre 2012

Da quando ho iniziato a correre le maratone ho sempre avuto un obiettivo in testa: il muro delle 3 ore. Sapevo di potercela fare, sapevo anche che sarebbe stato difficile ma, con il giusto impegno, ce l'avrei fatta.
Il muro è caduto Domenica scorsa (il 9 Dicembre), dopo 7 maratone ed al secondo concreto tentativo di scendere sotto la fatidica soglia.
Devo dire che mi hanno fatto molto bene i lunghi trail che ho svolto in estate, così come mi ha fatto bene un anno nel quale ho corso con costanza senza subire pesanti stop per infortuni o altri cazzi.
Nonostante una buona preparazione, ho provato a mettermi i bastoni tra le ruote da solo con delle scelte logistiche non proprio felici.
Su tutte, la scelta della maratona: Lisbona.
Il pre maratona è stato quasi una campagna su quello che non si dovrebbe fare. La cena dovrebbe essere a base di carboidrati ? Benissimo, noi siamo andati in un ristorante portoghese a mangiare il Churrasco che, in sostanza, è una sorta di grigliata mista.
L'idratazione è importante ? Lo sappiamo bene, peccato che idratarsi con la birra non sia esattamente il metodo più indicato. Certo che, con la bionda bevanda a 4 euro al litro....come si fa a resistere ?
Il percorso di gara va studiato e i dettagli pianificati ? Per la prima volta mi presentavo al via senza alcun gel, dimenticati a casa, e del percorso avevo un'idea  che definire sommaria è un eufemismo.
Già, il percorso. Chi conosce Lisbona sa bene che è una città collinare. Il centro è un continuo saliscendi e l'unico tratto piatto è quello che costeggia la baia. Peccato solo si trovi un centinaio di metri più in basso rispetto al centro della città. Il percorso, ovviamente, partiva dal centro, faceva un giro di 16 km circa tra i saliscendi poc'anzi descritti, quindi scendeva con decisione verso la baia.
Il tempo perso nei saliscendi, con i pacer delle 3 ore volati a 200 metri di distanza, mi ha costretto a forzare nel tratto di discesa facendo  una cosa che mi piace molto poco e cioè tirare nella prima parte. Già qui avevo capito che sarebbe stata dura, e le gambe, dopo la discesa, lo testimoniavano.
Giunti alla baia ci aspettavano 8 km in una direzione, con strada finalmente piana, quindi giro di boa e nuovi 8 km nella direzione opposta. All'andata tutto bene, a parte un po' di caldo e a parte il fatto di trovarsi sul percorso della Mezza maratona partita 2 minuti dopo il mio passaggio. Farsi superare dai mezzi-maratoneti e perdere i punti di riferimento non è stato d'aiuto, ma, comunque, niente di terrificante.
Al ritorno, sorpresa, si presentava il vento contro. Stavamo sul mare dove l'aria si sente. Soffia a intermittenza ma è piuttosto fastidiosa. Provo a schermarmi con qualche runner zigzagando pure parecchio ma non c'è verso, il vento cambia costantemente angolazione ma finisce sempre per remare contro.
Terminati anche gli ultimi 8 km tocca risalire. I km sulle gambe sono 36 e quando la strada gira, lasciando la baia sulla destra per puntare il centro città, ecco che si presenta la salita. Inizialmente sale dolce ma, dopo un incrocio, diventa una piccola rampa. Un rettilineo di un paio di km che sale, sale e sale ancora. Poi con tutto quello che già è alle spalle diventa un bel calvario.
Qui vado in difficoltà. La fatica è tanta, so di avere un po' di vantaggio sul passo gara delle 3 ore ma so anche che è ancora lunga. Mi sembra di andare pianissimo e ho pure la tentazione di porre fine alla sofferenza e di fermarmi, una voce interna dice che non ce la farò.
Per fortuna c'è quell'altra voce, quella determinata che mi scrolla e mi ricorda di quanto sarebbe una sconfitta il fatto di rinunciare, di quanto mi pentirei poi e di quanto abbia lavorato sodo per raggiungere il traguardo che, se ci penso un attimo, è li a pochi km. E allora decido di non fermarmi, magari andrò piano ma non devo cedere alla tentazione.
E' la scelta giusta, mi sembra di andar piano ma, controllando il Garmin successivamente alla gara, scopro che stavo procedendo a 4'26/km. Mi fossi fermato sarebbe stato proprio un delitto.
I km passano sempre più lentamente ma, raggiunto il 40°, capisco che ormai è fatta.
Si presenta un'ultima salita e, con essa, quella fottutissima fitta al fegato che tante tribolazioni mi ha dato. Ho un momento di sconforto ma poi reagisco, mi premo il fianco, espiro con forza l'aria dai polmoni, mi piego pure un po' in avanti. Faccio di tutto pur di evitare che il dolore diventi insopportabile.
Un km e mezzo dopo anche il dolore se ne va. Mi vien da pensare fosse di natura psicologica, una sorta di paura di vincere.
Si ripresenta lo stadio I de Mayo, questa volta veniamo dirottati verso la pista di atletica. L'arrivo è bellissimo, con il mezzo giro di pista e con una giornata baciata dal sole. Quando imbocco il rettilineo vedo che il crono non ha ancora raggiunto le 2 ore e 59. Ho un runner di fronte a me ed ancora qualche energia da parte, sprinto andandolo a riprendere e tagliando il traguardo in 2 ore 59' e 02".
E' stata durissima ma ne è valsa la pena. Ritiro la medaglia e penso che è la prima che ricevo dopo aver terminato una maratona in meno di 3 ore. Me la guardo per bene, la osservo, voglio cercare di imprimere nella memoria le sensazioni di quel momento.
E' una gran soddisfazione. Potrà sembrare stupido ma è un piccolo successo e ne vado orgoglioso.
Il seguito è una dolce attesa dei miei compagni di avventura. Arrivano in sequenza, quasi equidistanti. Alberto G. sfonda il muro delle 3h e 10 chiudendo in 3h 09' e 52", Zanze migliora nettamente il suo personale sulla distanza con un ottimo 3h 18' e 36" e infine Simone, chiude la sua fatica nella mezza maratona in 1 h 41' e 46".
Il resto della permanenza a Lisbona è una continua festa. All'indomani della gara, controllando la classifica, scopro che mi sono stati regalati 4 secondi. Il mio tempo ufficiale diviene pertanto di 2h 58' e 58". Sono sicuro si siano sbagliati ma direi che non ho lamentele da fare a riguardo.
Per i restanti due giorni ci siamo goduti una città che a tutti è piaciuta tantissimo. La maratona è stata una bella parentesi ma il bello è venuto dopo.
Il fatto è che mi piace vedere posti nuovi ma conto di tornare a Lisbona perchè, appena ci penso, sento già un po' di saudade.

lunedì 23 aprile 2012

Domenica 21 Aprile, ore 5.15, la sveglia suona cogliendomi nel sonno. E' un buon segnale, significa che per qualche ora sono riuscito a dormire. In due secondi sono completamente sveglio. Gambe fuori dal letto e via con la vestizione, gli indumenti sono pronti dalla sera prima, tutto in rigoroso ordine.
Vestito e sciacquato scendo a fare una leggera colazione: Tè col miele e due fette biscottate con la marmellata. Quindi parto verso lo stadio Euganeo per prendere il bus navetta che mi porterà alla partenza della Maratona a Campodarsego.
Una volta alla partenza ci ritroviamo coi compagni di squadra Alberto G., Giovanni (Massive Attack) e Oberdan. Beviamo un caffè, ci cambiamo e poi di corsa per un leggero riscaldamento. Durante la corsetta ci ritroviamo dietro ai top runners Kenyani, i quali corricchiano ad un'andatura decisamente blanda. Li stiamo superando quando Giovanni ci ferma. "Se loro che sono dei campioni vanno così piano...noi dobbiamo andare ancora più piano!" osserva giustamente il buon Massive, il ragionamento fila per cui rallentiamo imponendoci un divieto di sorpasso.
Terminato il warm up ci posizioniamo in griglia. Io ho un pettorale basso e parto subito dietro ai corridori veramente forti. Individuo subito i palloncini gialli delle 3 ore, eccoli qua, questi dovranno essere i miei compagni di viaggio per tutto il tempo.
Il cielo è grigio sopra di noi, c'è un filo d'aria ma si sta proprio bene, sembrano le condizioni ideali per correre.
Alle 8.45 lo starter esplode il colpo di pistola e via, la maratona di Padova è partita!
Mi accodo ai pacer e provo a saggiare il ritmo. Percorro i primi metri e penso "boh, questo 4 e 15 (ritmo maratona sotto le 3 ore) pare anche comodo". Bene così.
Il percorso della maratona è abbastanza regolare, poche curve e lunghi tratti dritti intervallati dai cartelli kilometrici e dalla gente lungo la strada che, nonostante una giornata dal meteo incerto, è presente e si fa sentire.
Corro col gruppo delle 3 ore, un gruppo bello numeroso. Correre affiancati l'uno all'altro non è esattamente semplice, basta uno scarto di qualcuno e si viene a contatto con chi sta di fianco, oltretutto bisogna fare attenzione a non urtare i piedi di chi sta davanti. Però meglio così che all'aria, anche perchè un po' di vento c'è e si sente.
Dopo il primo km (4'13), mi defilo sul lato della strada mettendomi dietro ad un cristone tedesco che mi ripara dall'aria. Seguo il podista teutone come un'ombra pensando che non sto facendo grande fatica. Passa così il secondo km: 4'14.
Bene, cominciamo ad impegnare la testa. A che cosa pensiamo ? Penso al commento che Gian Carlo mi ha lasciato al post precedente: "2h 59 e 38", senti come suona bene...si si, sarebbe proprio bello centrare quel pronostico. Terzo km: 4'16.
Poco dopo, mentre studio l'argine a fianco del quale stiamo correndo, il cristone tedesco decide di rallentare. Mio malgrado sono costretto a superarlo e a trovare qualcun altro cui agganciarmi. Non trovo nessuno di altrettanto valido così mi piazzo dietro a chi capita. L'importante è stare coperti: 4'11.
Km allegrotto questo ma vabbeh, ci può anche stare. Da qualche parte tra poco dovrebbe arrivare il ristoro. Eccolo li, 5° km e ristoro ben fornito. Agguanto una bottiglietta d'acqua mentre il Garmin lappa il giro: 4'12.
La velocità si è un poco alzata ma si procede comunque regolari. C'è chi tenta di scherzare qualche volta ma, fondamentalmente, i più sono concentrati sul ritmo da tenere. Insomma, un mortorio. In religioso silenzio passiamo anche il 6° km: 4'13.
A questo punto i pacers cominciano ad incrementare il ritmo, non me ne accorgo nell'immediato ma quando si passa al km numero 7 il Garmin lappa e: 4'09.
Qualcuno mugugna, ma nessuno si lamenta più di tanto. Il lap successivo accende qualche protesta in più. 8° km e tlin: 4'08.
"Troppo velociiii!!" si sente qualcuno lamentarsi dalle retrovie. Un runner dall'accento veneziano, accanto a me sbotta "Devono andare più veloci perchè poi nel finale si cala!".
"Bravo fesso" - penso io - "caliamo se andiamo troppo forte nella prima parte!". Ma tengo il ragionamento per me. Intanto passa anche il km numero 9: 4'09.
E' il momento del secondo ristoro ed anche del primo dei 3 gel che ho con me. Non sento il bisogno di assumere zuccheri ma so che quando se ne sente il bisogno è probabilmente troppo tardi. Preparo dunque il gel e una volta giunto al ristoro me lo pappo inaffiandolo con abbondante acqua. Passa anche il 10° km: 4'13.
Dopo 10 km è possibile fare i primi conti. Siamo andati in crescendo e abbiamo già qualche secondo di margine sulla tabella di marcia. Per quel che riguarda me, sto bene. Sudo molto ma è a causa dell'umidità. Per il resto tutto sotto controllo.
I km successivi proseguono sempre abbastanza regolari e sempre un po' sotto rispetto alla media pianificata. 4'16 - 4'13 - 4'10 e siamo al 13° km.
Qui il cielo minaccioso decide di regalarci qualche goccia di pioggia. E' una pioggerellina leggera ed incostante. Decisamente piacevole. 14° km: 4'12.
I km si sommano e la fatica comincia a farsi sentire. Il mio pensiero si rivolge un po' troppo spesso verso la domanda "ce la farò?". Pensiero inutile anche perchè la risposta non può che essere "e che cazzo ne so?". 15° km: 4'13.
Dopo il ristoro del 15° km penso che mancano ancora poco meno di 30 km, il pensiero non è confortante e infatti lo scaccio subito. Cerco di concentrarmi sull'azione di corsa. Appena posso sciolgo braccia e spalle e ricerco una certa agilità. I pacer vanno avanti del loro passo, un po' troppo allegro ma li per li non ci faccio molto caso. 4'16 - 4'14 - 4'13 - 4'13 - 4'11 e siamo al km 20. Ancora 1 e passeremo alla mezza maratona.
Intanto passiamo da un altro ristoro ed io assumo il secondo gel di giornata riservandomi l'ultima cartuccia per il km 30.
Passiamo alla mezza in 1h e 29 ben 1 minuto al di sotto del tempo pianificato. In proiezione ne esce un 2h e 58...pacers, non ci siamo!
A questo punto è già troppo tardi per lasciare i pacers e proseguire col mio passo. Tanto vale continuare con loro e sperare di reggere fino alla fine. Dalla mezza in poi le sensazioni si alternano in maniera piuttosto netta. In alcuni tratti mi sento bene e in forze, in altri tratti avverto molta fatica e sofferenza. Passo quindi da uno stato in cui sono convinto di farcela ad uno in cui vedo prossimo il ritiro.
Intanto i palloncini proseguono la loro avanzata: 4'08 - 4'12 - 4'12 - 4'12 e siamo al 25° km.
Passato il cartello kilometrico, me lo ricordo bene, ho un momento di euforia. Mi sembra di correre facile e senza sforzo. "Se proseguo così posso tenere il ritmo e finisco pure forte" mi illudo per un breve tratto.
Poco dopo però la stanchezza torna a farsi sentire e con essa anche il ritmo è più difficoltoso. Avverto i passi essere più pesanti ma il ritmo che ne esce è comunque buono: 4'16 - 4'11 - 4'16 - 4'13 - 4'15.
Siamo ormai al 30° km e il margine da parte è decisamente notevole. In tutti i km percorsi non siamo praticamente mai stati sopra al ritmo stimato per raggiungere il traguardo in 3 ore. Gli ultimi km percorsi sono stati però particolarmente difficoltosi. L'azione si è appesantita e i dolori alle gambe si sono notevolmente intensificati. Oltre a ciò da qualche km mi dolgono anche fegato e milza che mi rendono più difficile sia l'azione di corsa che la respirazione. Le forze si affievoliscono e la voglia di continuare a soffrire diminuisce sempre più.
Km 30, chiaro come il sole, eccolo li, IL MURO.
La consapevolezza di non farcela mi coglie a questo punto. Provo a tenere duro, "un km ancora"  mi ripeto e proseguo così per altri 3 km dove mantengo il ritmo dei pacers (4'15 - 4'18 - 4'15). Al km 33 non ce la faccio più e mi fermo.
Cammino per un lungo tratto mentre i corridori che si erano staccati dal gruppo dei pacers mi superano. Riprendo a correre e li riagguanto ma poco dopo mi fermo di nuovo. Penso a ritirarmi, mancano ancora 9 km all'arrivo, e il traguardo mi sembra veramente inarrivabile per le condizioni in cui mi trovo. Il km 34 se ne va in 5'18.
Nel km successivo riparto e mi rifermo altre due volte. Stranamente trovo il tempo per scherzare col pubblico. Un signore si rivolge a me dicendomi "mi sembri un po' stanco"  io sorrido e replico "macchè, non vedi che sono fresco come una rosa, sono come appena partito!".  Ad una signora che mi applaude dico "ah, com'è bello camminare signora!". Intanto passa anche il km 35: 5'34.
Proseguo così quasi in relax finchè arriva il momento più bello della mia maratona.
Mentre sto camminando incontro un papà con suo figlio (un bimbo di 5 o 6 anni). Il papà percepisce la mia difficoltà e dice al figlio: "Forza, incitiamo questo maratoneta che ne ha bisogno! Forza, forza!" e via entrambi ad incitarmi. Io guardo il bimbo e gli dico "Grazie, guarda, mi rimetto anche a correre!" e così riparto mentre padre e figlio esultano felici braccia al cielo.
Proseguo finchè posso poi mi fermo nuovamente a camminare ma per tratti più brevi. Passa anche il km 36 ed il Garmin mi regala un insperato 4'41.
Guardo il tempo di gara e penso che, con una media di 5' al km ho ancora 30 minuti e poi questa agonia sarà terminata. Ma...un momento, è terminata si, ma sarebbe anche nuovo personale. Ricontrollo i calcoli ed è proprio così, può uscire tranquillamente un 3 ore e 5. La prospettiva mi da nuove energie e riparto dopo l'ennesima sosta. 37° km: 4'46
Ad un certo punto mi supera Roberto Gobbo, forte runner del Running Team Zanè che oggi correva la mezza (arriverà secondo assoluto in 1h 13', complimenti), mi saluta superandomi (poichè i percorsi di mezza e di maratona ad un certo punto si incrociavano), io rispondo al saluto e, già che la corsa è andata in vacca, mi affianco a lui e proseguo assieme per 300 metri...a 3'30 di media. Gli spiego anche che sono esploso per cui tanto vale, almeno metto dietro qualche altra centinaia di metri. Mi guarda perplesso ma non protesta. Gli sto affianco finchè le gambe non mi dicono basta e poi lo lascio andare verso il suo strepitoso piazzamento.
Passa intanto il km 37: 4'26 e solo altri 4 km.
Dopo lo sprint con Roberto devo fermarmi. Lo faccio per un lungo tratto. Cerco di riprendere le forze e penso che manca poco e poi saranno solo 3 i km che mi separeranno dall'arrivo. Cammino fino a quando non sono sicuro di riuscire a riprendere bene. Intanto passa anche il km 39: 6'09.
Sarà l'ultima fermata. Da qui all'arrivo, nonostante numerose tentazioni riuscirò a non fermarmi più.
Il motivo, oltre ai pochi km restanti, è dato dal fatto che si entra in centro città. Gli ultimi 3 km sono veramente spettacolari. Si attraversano le vie del centro di Padova, colme di storia e di gente pronta a sostenere i maratoneti stremati.
Con gli ultimi barlumi di forza supero il km 40: 4'35 e qui capisco che il PB è cosa fatta.
La prospettiva del personale, oltre ai due soli km mancanti, mi dona nuove energie. Ritrovo pian piano il ritmo maratona. Km 41: 4'29.
Ormai un solo km mi separa dal traguardo, incontro anche un amico che era venuto a vedermi e questo mi da le ultime forze necessarie. In fondo ad un rettilineo si scorge prato della valle. Si sbuca nella piazza ed il calore della gente e lo spettacolo della più grande piazza d'Italia mi accolgono e mi ripagano di tanta fatica. Dopo una curva a sinistra compare il rettilineo finale, in altri momenti avrei sprintato ma oggi proprio non ne ho. Ho però il tempo di vedere il cronometro che scandisce 3h 3 e 55. Percorro gli ultimi metri che mi separano dal gonfiabile del traguardo e stoppo il Garmin: 3h 04' e 17. Nuovo PB.
Il seguito è un arrancare verso il ristoro. Le gambe sono a pezzi ma nel giro di qualche minuto sento che cominciano a riprendersi.
Di li a poco arriva il mio compagno di squadra Oberdan con il suo nuovo personale 3h 11' e 49. Con le energie che mi sono rimaste zompetto verso di lui e lo innaffio con la bottiglietta d'acqua emulando i piloti sul podio delle gare. Poco dopo arriva anche Alberto G. che, ancora una volta, migliora il suo personale (3h 12' e 05), con l'acqua rimasta innaffio pure lui.
Manca solo Giovanni che arriverà in 3h 15' confermando il suo precedente personale.
Una volta sbrigate le operazioni post gara ci sediamo ad un tavolo a mangiarci la nostra pasta e bevendo una meritatissima birra. Il tempo incerto del mattino ha lasciato spazio ad un caldo sole e noi ce lo godiamo appieno. Giornata meravigliosa.


In definitiva, il primo tentativo di abbattere il muro delle 3 ore è andato male. La colpa è sicuramente mia e degli allenamenti che ho mancato (i lunghi su tutti). Oggi il percorso era perfetto ed il clima era ideale per portare a casa il tempo. Dispiace aver fatto troppo affidamento su dei pacers che non hanno rispettato appieno il compito prefissato (hanno tagliato il traguardo finale in 2h 58' 30 e rallentando nel finale) ma non posso dare loro la colpa. Almeno, non tutta.
Il tentativo è solo rinviato anche se toccherà aspettare l'autunno per poterci riprovare. Ma fa niente, ho già in programma altre cosette particolarmente sfiziose per l'estate. Ve ne parlerò nel prossimo post. Ne vedremo delle belle.

sabato 21 aprile 2012

Tutto pronto. Ho ritirato il pettorale. Una piccola impresa visto che l'expò della maratona doveva dividere lo spazio di Prato della Valle con il mercato settimanale. Trovare parcheggio è stato difficile quanto fare una ripetuta in salita. Con un asino sulle spalle. Ho fatto il pieno di carboidrati. Colazione più abbondante del solito e a pranzo una bella pastasciutta. Stasera si replica con altra pasta. Ho svolto l'ultima corsetta questa mattina. 6 km a ritmo molto blando (modalità "raccolta margherite"), con qualche piccolo allungo nel finale. Sensazioni buone e voglia di correre. Un piccolo segnale positivo dopo che durante l'ultima seduta di Giovedì i segnali erano stati disastrosi. Il programma prevedeva 12 km di corsa lenta durante i quali mi sono dovuto fermare più volte. La prima dopo 7 km per rifiatare e, soprattutto, per fare stretching poiché i muscoli delle cosce tiravano e mi dolevano veramente moltissimo. Successivamente ho ridotto l'allenamento a 10 km alternando 1 km di corsa a tratti al passo fino a giungere a casa. Sospetto si tratti di affaticamento dovuto all'alto kilometraggio della settimana scorsa e alle ripetute del giorno prima. Ad ogni modo il massaggio del fisioterapista, svolto la sera stessa, pare aver rimesso in sesto le cose. Speriamo! A questo punto il programma prevede riposo e gran magnate di pasta, in questo, modestamente, so essere un vero campione. Dopodichè, domani alle 8.45, lo starter darà il via e la gara, da Campodarsego, si dipanerà per 42 km fino all,arrivo di Prato della Valle. L'obiettivo è che tra lo sparo del via ed il passaggio sotto il traguardo passino meno di 180minuti. La tattica di gara è semplice, seguire i palloncini gialli delle 3ore e non pensare ad altro. Il pettorale è un gufo che mi dice che non ce la farò per 6 minuti, ma io non sono un tipo scaramantico. Anzi, per la prima volta mi capita un pettorale particolarmente basso. Mi sento quasi forte. Domani sarà tutta questione di gambe e testa e dei mesi passati lungo le strade ondulate di Thiene. Nulla più. Ho una gran voglia di correre e di vivere un'altra bellissima esperienza. E già anche solo questa cosa rappresenta un successo.

martedì 17 aprile 2012

Settimana dedicata allo scarico selvaggio dopo che, nei sette giorni appena passati, ho percorso un monte di km (per le mie abitudini). Onde evitare di arrivare a Padova cotto ho pianificato per la settimana in corso un programma volto al riposo.
Ieri ho corso 8 km a ritmi molto lenti, ho fatto pure molta fatica e non vedevo l'ora di tornare a casa. Oggi avevo in programma altri 10-11 km tranquilli ma a causa di problemi lavorativi sono stato costretto a saltare. Ma non me ne dolgo.
Domani ho in programma l'unico vero allenamento settimanale un 3X3 a Ritmo Maratona - 5 con 1 km di recupero tra una prova e l'altra. In totale dovrebbero uscire 15 km circa.
Giovedi altro allenamento tranquillo, 11 km in controllo più un ultimo km in cui alternerò 100 metri in allungo a 100 metri di recupero.
Venerdi riposo assoluto e Sabato 6 km molto lenti.
Questo il piano di attacco per Padova. L'ultima settimana credo sia poco rilevante, ormai i giochi sono fatti, l'unico pensiero è quello di evitare di fare cazzate.
Intanto leggo i resoconti dei vari blogger che Domenica hanno corso a Milano e un dettaglio mi preoccupa un po'. Vedo un po' ovunque una condotta di gara in regressione. Niente di nuovo, è una cosa abbastanza comune, però mi fa sorgere un dubbio. Ero abituato nelle ultime gare a correre la seconda parte più veloce della prima e temo per Domenica di non riuscire a rispettare questo trend.
Il perchè è subito spiegato. Per Domenica ho intenzione di attaccarmi ai pacer delle 3 ore. Questi sospetto partiranno tenendo un ritmo un filo più allegro del dovuto (per recuperare sul real time, per essere sicuri di rispettare il loro compito, per gestire un po' di margine sul finale della maratona e perchè solitamente fanno così) e quindi mi metterebbero di fronte ad un rischio che non avevo calcolato: trovarmi verso il 30° km a corto di benzina.
Bella forza, è la maratona! direte voi, io dico Ni. Nel senso che ultimamente riesco a gestirmi e a trovare un ritmo buono nella prima metà di gara aumentando poi nella parte finale. Rispettando la tattica del "Seguire i pacer", temo di mettere a rischio questo trend.
Alla fine, comunque, ciò che conta è il risultato finale e, cosa ancora più importante, è riuscire ad ascoltarmi Domenica e a capire come starò. Se il ritmo dei pacer mi sembrerà troppo veloce dovrò trovare la forza di lasciarli andare.
Lo so quel che state pensando, ossia: Tu pensi troppo! e vi devo pure dare ragione, resta il fatto che ponderare e rimuginare mi riesce abbastanza facile e più le cose si complicano più la tendenza è questa.
Vabbè va, attendo i vostri commenti che come sempre saranno di grande aiuto. Intanto pondero un altro poco ancora facendo stretching.

domenica 15 aprile 2012

Foto sotto la pioggia che fa molto "Atleta".
 Foto by SpinaNelFianco via Bress
Reduce da 21 km sotto l'acqua sono qui, in completo relax, a scrivere di quanto corso oggi. Il gran varietà podistico prevedeva per oggi 6 km di riscaldamento seguiti poi da 15 km a ritmo maratona (4'15/km) da corrersi lungo le strade della Maratonina Riviera dei Dogi.
A complicare le cose ci si è messo il meteo che, fin da ieri, aveva messo le cose in chiaro. Oggi sarebbe stata pioggia. Rassegnato ad un destino umido ho quindi pensato a come arginare il problema, la soluzione è stata vestirsi il meno possibile (per non portarsi appresso troppa acqua) facendo attenzione però a non patire il freddo durante la gara.
Dopo aver dedicato particolare cura alla vestizione mi sono quindi presentato alla partenza pronto a mettere in atto il programma di giornata.
Alle 9.20 lo sparo dello starter dava il via libera ai runners che si sparpagliavano lungo le vie di Dolo lungo il percorso che attraversa nel primo tratto la Maratona di Venezia (in direzione opposta però). Per una volta non ero assillato dal ritmo e non ho dovuto fare i soliti zig zag per dribblare i corridori lenti davanti a me. Ho impostato un ritmo lento ed ho badato a tenerlo il più possibile costante. Devo dire che correre piano comporta comunque una certa fatica. E' uno sforzo completamente diverso rispetto ad una corsa sostenuta perchè non si ha nessun affanno respiratorio ma è comunque difficoltoso per le gambe che devono sostenere l'azione di corsa. In altre parole, riposare correndo è impossibile, per quanto piano si vada si fa sempre e comunque fatica.
Passati i primi 6 km (ad un ritmo medio superiore ai 4'50/km) è cominciata la parte più impegnativa. Ho incrementato il ritmo cercando di impostare la velocità corretta passando però un filo troppo veloce (4'10), il successivo km è stato perfetto (4'15) mentre in quello dopo ancora mi sono ritrovato troppo lento (4'18).
In quel momento ho capito che impostare un ritmo fisso sarebbe stato molto difficile, meglio correre a sensazione cercando un'azione impegnata ma che non mi mettesse troppo in difficoltà.
La soluzione ha funzionato abbastanza bene anche se mi ha visto, in alcuni km, passare addirittura troppo veloce. Qui di seguito tutti i passaggi:
Le sensazioni sono state alterne, in alcuni tratti mi sentivo parecchio impegnato mentre in altri momenti ho cercato di correre rilassandomi e devo dire di esserci anche riuscito per alcuni istanti.
Alla fine, comunque, sono piuttosto soddisfatto perchè sono arrivato in buone condizioni ed avvertendo poco affaticamento.
Si tratta sicuramente di un ottimo allenamento e di un segnale incoraggiante in vista di Padova, anche perchè, con l'allenamento odierno ho chiuso la settimana a quota 89 km, la settimana più prolifica da quando ho ripreso a correre a Luglio!
Ora mi aspetta una settimana di scarico per arrivare a Padova bello fresco.
Con una maggiore freschezza nelle gambe e con i pacer a dettare il ritmo direi che ci posso provare con buona convinzione.
Chiudo salutando il grande Gigio che ho incontrato una volta tagliato il traguardo della corsa (in bocca al lupo per il ginocchio) e facendo i complimenti al mio compagno di squadra Alberto Gasparotto che ha segnato, ancora una volta, un PB: 1h 28' e 28. Una macchina da guerra.

sabato 14 aprile 2012

Un'altra settimana se n'è andata e ormai la maratona di Padova è alle porte. Tra me e la mia 7a maratona c'è di mezzo la Maratonina dei Dogi (domani) e un'ultima settimana di rifinitura.
La settimana appena trascorsa è stata decisamente prolifica. Risolto il problema al soleo mi sono allenato con ottima costanza (5 sedute per un totale di 67 km, con la mezza di domani andrò a sfiorare i 90 km) e gran qualità. Ho saltato l'ultimo lungo in programma il giorno di Pasqua ma mi sono rifatto con 4 belli allenamenti nei quali mi sono tirato abbastanza il collo:
- Lunedi 15 km a 4'13 di media (Ritmo Maratona...più o meno)
- Martedi 12 km a 4'23 di media (Corso facile ma non è stata esattamente Corsa Lenta)
- Mercoledi 17 km a 4'19 di media (Le Ripetute sotto la pioggia)
- Giovedi 12 km totali (1',2',3' forte alternati a 1',2',3' piano per 3 volte)
- Venerdi Riposo
- Sabato 11 km a 4'32 di media (Corsa Lenta)

Particolarmente interessante è stato l'allenamento di Giovedi. Dopo un massaggio dal fisioterapista, mi sono ritrovato con capitan Rigo, Zanze e Massive Attack e tutti assieme abbiamo corso un bell'allenamento vivace. 3 km di riscaldamento quindi 1 minuto forte, 1 minuto piano, 2 minuti forte, 2 minuti piano e 3 minuti forti seguiti da 3 minuti piano. Il tutto ripetuto 3 volte.
Correre allenamenti del genere in compagnia è di grande aiuto. Rende meno monotona la seduta anche perchè ci si da il turno a tirare la propria frazione.
Per quel che mi riguarda ho corso molto bene, anche perchè avvertivo una gran leggerezza dopo che il giorno prima avevo corso le ripetute caricato del peso della pioggia. Mi pareva di volare tanto mi sentivo leggero. Sono così andate via frazioni molto veloci, in vari km abbiamo tenuto una media ben al di sotto dei 4'/km nonostante comprendesse anche le frazioni di recupero.
In totale, i 9 km successivi al riscaldamento, si sono conclusi ad una media di 3'57/km.

Dopo l'allenamento ci siamo goduti delle ottime bruschette accompagnate da abbondanti birre. Dovevamo giustamente reintegrare, oltre a festeggiare il compleanno di Massive Attack.
Capitan Rigo mi ha detto che se a Padova non scendo abbondantemente sotto alle 3 ore mi costringe a fare una maratona sulle strade di Thiene la settimana successiva a Padova.
Devo dire che questa cosa mi ha messo molta fiducia...o chissà forse è paura !?!
Domani intanto sarò a Fiesso D'artico (VE) per la mezza dei Dogi. Partirò senza riscaldamento percorrendo con calma i primi 6-7 km. Successivamente incrementerò fino a tenere il ritmo maratona (4'15/km) per i restanti 15 km.
Dovrei avvertire una corsa abbastanza facile anche se, vista la settimana piuttosto intensa, ci potrebbe stare un po' di pesantezza sulle gambe.
La cosa importante è fare un test per capire anche come gestire l'ultima settimana prima di Padova.
Sono quasi pronto.
 
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