Parto dalla fine e cioè dalla chiusura del lungo programmato per questa mattina. 33 km ad una media di 4'22/km e con gli ultimi 10 km corsi in 41' e 50 (media di 4'11/km).
Molto al di sopra delle mie aspettative visto che mi sarei baciato i gomiti a fronte di una media un 10 secondi superiore.
Un gran bel responso dunque che mette molta fiducia in vista della maratona di Lisbona del 9 Dicembre. E pensare che stamane, mentre aspettavo il mio compagno di squadra Zanze per correre in sua compagnia, nemmeno avevo molta voglia di uscire ad allenarmi. Il cielo era plumbeo e il mio umore più o meno dello stesso colore. Poi è arrivato Zanze, che aveva già 7 km alle spalle, e siamo partiti lungo le strade nei dintorni di Thiene.
Fin da subito mi sono reso conto di fare poca fatica e al primo riscontro cronometrico (5° km) mi sono sorpreso nel vedere che stavamo correndo al di sotto dei 4'30/km.
Via via che i km passavano le sensazioni rimanevano buone e si materializzava la possibilità di correre un lungo come mai mi era capitato. La media si manteneva buona nonostante al primo tratto, in leggera discesa, fosse seguita una seconda frazione con pendenza sfavorevole.
Giunti al 24° km, Zanze mi salutava, con un ultimo mille in 4'09, e proseguivo per gli ultimi 9 km in solitaria.
A questo punto le sensazioni di fatica hanno cominciato ad aumentare, ma la salita archiviata nella prima parte mi veniva in soccorso in questo tratto poichè la strada tornava a farsi in leggera discesa.
A beneficiarne, oltre al mio morale, è stata soprattutto la media. Gli ultimi parziali, infatti, si sono abbassati sotto ai 4'15, ritmo che spererei di tenere nella prossima maratona.
Ho chiuso così il 33° km proprio davanti a casa stoppando il Garmin dopo 2h e 24' di corsa.
Nel complesso un allenamento sicuramente duro, ma più dal lato mentale che da quello fisico. Gli ultimi 5 km sono stati una continua lotta tra l'arrendersi "che tanto l'allenamento è già buono così" e il "non mollare".
Alla fine ha prevalso il "non mollare" ed anche questa è una bella soddisfazione visto che i lunghi non sono esattamente la prova che più mi piace affrontare.
A due settimane da Lisbona raccolgo con molto piacere questo riscontro positivo. Non sapevo se potevo andare in Portogallo con speranze di terminare la maratona sotto alle 3 ore.
Ora lo so.
Molto al di sopra delle mie aspettative visto che mi sarei baciato i gomiti a fronte di una media un 10 secondi superiore.
Un gran bel responso dunque che mette molta fiducia in vista della maratona di Lisbona del 9 Dicembre. E pensare che stamane, mentre aspettavo il mio compagno di squadra Zanze per correre in sua compagnia, nemmeno avevo molta voglia di uscire ad allenarmi. Il cielo era plumbeo e il mio umore più o meno dello stesso colore. Poi è arrivato Zanze, che aveva già 7 km alle spalle, e siamo partiti lungo le strade nei dintorni di Thiene.
Fin da subito mi sono reso conto di fare poca fatica e al primo riscontro cronometrico (5° km) mi sono sorpreso nel vedere che stavamo correndo al di sotto dei 4'30/km.
Via via che i km passavano le sensazioni rimanevano buone e si materializzava la possibilità di correre un lungo come mai mi era capitato. La media si manteneva buona nonostante al primo tratto, in leggera discesa, fosse seguita una seconda frazione con pendenza sfavorevole.
Giunti al 24° km, Zanze mi salutava, con un ultimo mille in 4'09, e proseguivo per gli ultimi 9 km in solitaria.
A questo punto le sensazioni di fatica hanno cominciato ad aumentare, ma la salita archiviata nella prima parte mi veniva in soccorso in questo tratto poichè la strada tornava a farsi in leggera discesa.
A beneficiarne, oltre al mio morale, è stata soprattutto la media. Gli ultimi parziali, infatti, si sono abbassati sotto ai 4'15, ritmo che spererei di tenere nella prossima maratona.
Ho chiuso così il 33° km proprio davanti a casa stoppando il Garmin dopo 2h e 24' di corsa.
Nel complesso un allenamento sicuramente duro, ma più dal lato mentale che da quello fisico. Gli ultimi 5 km sono stati una continua lotta tra l'arrendersi "che tanto l'allenamento è già buono così" e il "non mollare".
Alla fine ha prevalso il "non mollare" ed anche questa è una bella soddisfazione visto che i lunghi non sono esattamente la prova che più mi piace affrontare.
A due settimane da Lisbona raccolgo con molto piacere questo riscontro positivo. Non sapevo se potevo andare in Portogallo con speranze di terminare la maratona sotto alle 3 ore.
Ora lo so.




